27nov 2020
Libri da "gustare" senza riserve - "Dolce Cracco e fantasia"
I dolci di casa come li farebbe lo chef stellato

Tra i libri da non farsi mancare per sé o per gli altri (l'occasione del Natale cade a fagiolo!), la Vallardi ha da pochissimo editato una vera chicca di nome e di fatto (1 - 2).

Protagonista il mondo dei dolci, il goloso ricettario si intitola "Dolce Cracco e fantasia" (3) ed è scritto da uno dei migliori chef e pasticcieri italiani. Stiamo parlando di Carlo Cracco, appunto che, insieme a Marco Pedron, invita a un delizioso e dolcissimo viaggio sensoriale dove il palato esulta. 

Dai dessert delle ricorrenze a quelli di tutti i giorni, per arricchire di un tocco gourmet colazioni e merende. E poi tanti dolci al cucchiaio, come il tiramisù e la zuppa inglese. La torta di mele in versione evolution, insieme a tarte tatin, crostate e varianti da intenditore – ma accessibili a tutti – dei dolci più tradizionali. E ancora i dolci lievitati – pan brioche e focacce, nelle versioni salate e dolci, e veneziane – accanto a quelli vegan o realizzati senza farina (per la felicità dei celiaci golosi!). 

E ancora... Veloce e di sicuro effetto "gradito" il budino "sbagliato": senza cottura, grazie agli amaretti sarà un trionfo di "wow" a tavola. Ampissima la sezione dedicata alla "Biscotteria" dove tra sablé al cioccolato fondente e peperoncino, frollini e baci di dama classici, per citarne solo alcuni, ci si diverte a creare preparazioni "poco impegnative". "La base di partenza è sempre un semplice impasto che si presta a mille interpretazioni" si legge nel capitolo dedicato. 

Utili infine i tanti consigli, le idee e i trucchi per realizzare le basi da cui partire per ottenere dolci da gustare anche con gli occhi.

Non resta che mettere le mani in pasta (4)...

 

Pagine: 208 | Prezzo: 19,00 euro | Formato: Cartonato con plancia incollata 17 x 22,5

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...