A tavola con... l'avvocato

Sembra strano ma forse non sarebbe male, prima di andare al ristorante, consultarsi con il proprio legale...

Scherzi a parte, ma non troppo, la domanda sorge spontanea, ogni volta che leggiamo od assistiamo direttamente a situazioni che degenerano pur partendo da simpatiche occasioni conviviali.

Non tanto tempo fa è apparsa su corriere.it la notizia di un ristoratore di Roma che ha applicato la voce "lavanderia" oltre a "coperto e servizio" a una famiglia la cui bimba (1) aveva imbrattato col pennarello la tovaglia. Risultato? Il padre ha presentato querela e gli avvocati… ringraziano.

Certamente, la buona educazione, ormai animale raro e in via di estinzione, suggerirebbe di non dare a tavola un pennarello nelle mani di un bimbo; ma il padre forse doveva seguire la partita sull’Iphone, la madre magari chattare con l’amica e la bimba, ipotizziamo ovviamente, "parcheggiata" tra un pennarello e un foglio di carta divenuto improvvisamente troppo piccolo per gli esercizi della novella Frida Kahlo.

Oppure al contrario di tali maligne supposizioni di pura fantasia, sia ben chiaro, è bastato un momento di disattenzione dei pur vigili genitori ed ecco comunque il beau geste.

Se vediamo però l’aspetto giuridico della vicenda, tutto diventa più serioso e potrebbe, per davvero, necessitare la presenza del legale.

Prescindiamo da fini disquisizioni in punto di diritto che vedrebbero diverse forme di responsabilità nelle due ipotesi di fantasia sopra ricordate; se cioè siamo in caso di assoluta mancata vigilanza ovvero di momentanea e fortuita distrazione nell’ambito di una costante e attenta presenza dei genitori.

Intanto e in ogni caso però, nell’Italia figlia della Storia dei liberi comuni prima e delle Regioni poi, la capacità legislativa in materia di applicazione delle voci tariffarie di "servizio e coperto" spetta in via autonoma alle Regioni.

Infatti, se la norma locale prevede l’applicazione della voce "coperto", vi sono inclusi la tovaglia e il suo ricambio, previo lavaggio si presume e si… spera. Ma in Lazio una legge regionale lo ha abolito (il coperto e non il lavare la tovaglia, sia chiaro), ragion per cui viene spesso inserito nella voce servizio, anche se non può certo esservi.

Insomma una cosa è certa, la tovaglia deve essere lavata, i bimbi meglio non abbiano pennarelli a tavola o, se proprio volete togliervi la soddisfazione di lasciar spazio alla creatività dei vostri figli, senza pagare extra, fatelo con vino e sugo. Non solo non vi possono essere facilmente contestati, poiché diretta conseguenza dell’uso proprio – forchetta e coltello - e non uso improprio - penne e pennelli.

Naturalmente, il tutto aspettando di conoscere il risultato della causa iniziata a Roma, ma di questo ne riparliamo tra dieci anni.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...