27set 2015
VENTURA TOP ITALIAN CHEF 2015
CUCINA, DESIGN E TANTE STELLE

Trenta chef straordinari per un appuntamento con il food, l’arte, il design (3); amicizia, abbracci e convivialità. E poi scherzi, spunti artistici, sfide culinarie. Insomma, una grande festa: non poteva andare diversamente l’appuntamento del Ventura Top Italian Chef, svoltosi il 26 ottobre scorso al Magna Pars Suites di Milano. La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione, ha visto la presenza di importanti chef della cucina italiana (2) – solo per citarne qualcuno, Antonino Cannavacciuolo (4), Gennaro Esposito, Luca Montersino, Gianluca Fusto, Moreno Cedroni (5), Andrea Berton, Marco Sacco, Andrea Aprea, Davide Scabin, Marco Parizzi - e di foodlovers, giornalisti, blogger e operatori del settore che si sono trovati al cospetto di questi grandi nomi per scambiare opinioni, brindare e, ovviamente, assaggiare.

Ma al di là dell’informalità e della convivialità, questo è stato anche il luogo delle competizioni. Il pittore Marcello Scuffi ha svelato la sua opera; a ogni chef è stato donato un piatto in ceramica ideato e realizzato in soli 99 esemplari in esclusiva per la manifestazione. Si tratta di un… super piatto dotato di speciali nervature per trattenere il calore. Ma, soprattutto, ecco il “ritratto intimo”, in linea con quanto successo nel 2013 (con l’impronta della mano) e nel 2014 (con la scultura di un oggetto caro): quest’anno ognuno degli chef si è visto dedicata una scultura inedita contenente una frase simbolica.

Giuliano Baldessarri, Peter Brunel, Antonio Cuomo, Rocco de Santis e Fabiana Scarica si sono poi cimentati con eccezionali ricette, così come quattro attivissime foodblogger, in competizione tra loro. E a vincere è stata Tamara Marongiu (1- ultima a destra), che ha ricevuto un équipement completo di planetarie Kenwood.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...