Sardegna - A Cagliari, la cena a 4 mani di Laura e Rita
Il bis desiderato è servito, stasera

Ogni giovedì un evento culinario (1). Qualcosa di goloso, certo, ma anche di cultural-gastronomico.

È questo il manifesto di Laura Sechi (2), talentuosa chef patronesse di Vita Nova, nella centrale via Sassari a Cagliari. Dunque cena a quattro mani, all’insegna della pasta fatta in casa, all’emiliana e alla sarda, con Rita Bettocchi (3), anima e cuore de L’emiliana al Mercato di San Benedetto. 

Dopo l’evento della scorsa settimana, sold out, a grande richiesta stasera si replica. Un bis che potrebbe diventare un ter, visto che Laura e Rita hanno altri progetti gastronomici in cantiere… 

Il menu di stasera è ricco e stuzzicante (4). Si parte con un classico emiliano, i Tortellini in brodo, a seguire i Raviolini di scamorza di capra ed erbe selvatiche, asparagi e bottarga, e poi le Tagliatelle all’ortica, con il ragù di prosciutto Sambucano.

È il momento del secondo piatto. 

Il vecchio adagio, giovedì bollito, che un tempo traeva ispirazione dalla necessità di consumare la carne della settimana, anche il quinto quarto, prima del venerdì, in cui si doveva mangiare di “magro” impegno penitenziale per i cattolici, rivive da Vita Nova con un lusso e un comfort tutto nuovo. Il Bollito di Laura e Rita, infatti, comprende lo squisito Cappello di prete, la Gallina ruspante, il nobile Cotechino, l’immancabile Lingua, accompagnati da salsa verde, salsa rosa e maionese di rapa rossa. 

Per concludere due dessert: la Zuppa inglese e il Fondente al cioccolato, caramello salato e panna. 

Su tutto scorreranno calici di Lambrusco Otello Ceci (5), altro omaggio alla terra emiliana, ideale abbinamento. Questo vino rosso frizzante proviene da una delle cantine emiliane più note, la Otello Ceci. Si presenta color rosso rubino con riflessi violacei, con perlage fitto e persistente. Al naso si sentono le note fruttate tipiche del lambrusco: fragole, more, lamponi. In bocca è abboccato, quasi dolce, con una buona acidità e tannicità. Morbido, chiude con un leggero ritorno sul frutto per un finale di buona persistenza. 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...