29set 2021
Milano, dove mangiare? Ristorante Il Vizio
Mix and match tra sushi e cucina italiana contemporanea

Doppia anima culinaria per Il Vizio, ristorante all’interno del prestigioso Hotel Sina De La Ville, in via Hoepli (1), a cinque minuti a piedi dal Duomo e dalla Scala, nel “salotto" della città meneghina. Un menu che si dipana tra due proposte di cucina: sushi e crudi da una parte e specialità della buona tavola italiana dall’altra. L’offerta al palato è a cura della società Sirma della famiglia Masilla, specializzata nella ristorazione d’albergo di alto livello e che vanta il successo del locale gemello di Perugia all’interno dell’Hotel Quattrotorri. Lo Studio Marco Piva in pochi mesi ha eseguito una meticolosa opera di restyling (2) dell’area ristorante al piano terra con raffinata combinazione di materiali e cromatismi che trovano espressione in avvolgenti sedute in velluto verde alternato al rosa cipria, in boiserie tessili sui toni del grigio e del beige. In questa ricercata scenografia prende vita il Ristorante “Il Vizio" con l’originale proposta di unire du facce, italiana e giapponese, appunto, permettendo ai commensali di uno stesso tavolo di attingere contemporaneamente ad entrambi i menu contaminando idee, sapori e filosofia gastronomica per la soddisfazione dei commensali più curiosi, come abbiamo potuto constatare nella nostra visita in anteprima. Due sono anche le brigate di cucina: il format etnico porta la firma di Marco Gargaglia, chef de locale gemello di Perugia, da poco insignito delle Tre bacchette del Gambero Rosso nella Guida al Sushi. Il resident chef a Milano, è Taro Shimosaka che gode della piena fiducia di Gargaglia, essendosi affermato in alcuni dei più importanti ristoranti di ispirazione giapponese del capoluogo lombardo. Un’ampia scelta di tartare e carpacci, sashimi, nigiri, gunkan, hosomaki, uramaki e una prestigiosa proposta di ostriche, il tutto di grande bontà come riscontrato a seguito della degustazione (3 - 4 - 5). La parte italiana ha come chef coach Andrea Ribaldone, noto professionista a capo di Identità Golose Hub, mentre il resident chef è Luigi Fortino. Abbiamo assaggiato un vitello tonnato degno di nota e un fantastico risotto ai porcini, dove i funghi crudi tagliati sottilmente regalano al piatto un quid in più, esaltando la perfetta cottura del piatto. Il menu comprende, inoltre, alcune specialità quali, uovo morbido e croccante con fonduta di taleggio e tartufo nero, agnello umbro cotto in pignatta con verdure di stagione, sfera ai tre cioccolati, pere marinate al passito, anice stellato. Una ricca cantina con prestigiose etichette nazionali ed estere, birre artigianali e signature cocktail completano l’offerta di questa nuova proposta che si pone sin da ora ai vertici della ristorazione alberghiera. Vi consigliamo caldamente di provarlo!

 

Altre info:

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...