14nov 2022
Milano 37 Restaurant
Una realtà in grande ascesa nel nord-est della metropoli

Da qualche tempo, il ristorante Milano 37 di Gorgonzola, dopo 12 anni dalla sua apertura, ha avuto un sostanziale cambio di passo (1), grazie allo Chef Carlo Andrea Pantaleo (2) e ad una squadra molto ben affiatata, formata dal fondatore Luigi Pantaleo, il maitre Enrico Rizzo, per 16 anni al Principe e Savoia di Milano, e al nuovo direttore creativo food and beverage Gennaro Vitto. Una cucina sostenibile che evita gli sprechi (3 - parte della cucina a vista), forte di con una scelta quotidiana nell’acquisto di materie prime da piccoli produttori di grande livello. Il nuovo menu autunnale è la giusta occasione per provare una cucina dai sapori autentici, condita con un pizzico di creatività, che affianca alcuni grandi classici premiati dall’affezionata clientela del locale. Il nostro percorso di degustazione è iniziato con un aperitivo di benvenuto con Spuma di zucca alla brace e rosmarino e Mousse di formaggi, frolla salata e mostarda di pera, un equilibrato “amuse bouche” che ben predispone a proseguire alla scoperta dei piatti. Pane caldo e grissini prodotti quotidianamente nel locale con lievito madre e lievitazione di 4 ore in abbinamento a un delizioso burro di alpeggio alle erbe aromatiche e limone. Il piatto seguente, una creazione vegana dal nome Tuberi e Radici (4), una insalatina, in carpione di aceto di lampone, di daikon e barbabietola, con gel di carota classica e viola, rapa rossa e sedano rapa, condita con curcuma e sesamo nero tostato. Un vero capolavoro di gusto, con una presentazione che si ispira certamente al grande chef Alain Passard  dell’Arpege di Parigi e al suo menù vegetariano incredibilmente fantasioso. Seconda portata, altrettanto eccellente, è stata la Zucca, cozze e brace (foto apertura articolo), un inno alla filosofia anti spreco. Quattro essenze della zucca che vedono la polpa cotta sotto la cenere, la buccia utilizzata per farne un ristretto, i semi tostati a dare croccantezza e un olio, sempre di zucca, che accompagnano le cozze, le quali, essendo aperte sulla brace, acquistano un insolito sapore leggermente affumicato. Ecco poi, quello che è un classico del locale da ben 5 anni, lo Spaghetto “Pastificio Verrigni“, aglio, olio e peperoncino, fior di latte e gambero crudo di Mazara. Il particolare trattamento dell’aglio, cotto a lungo nel latte, lo ingentilisce a tal punto da lasciare solo l’essenza, in un trattamento che mi ha ricordato un servito epocale di Annie Feolde dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, un brodo di aglio con fiori di timo. Di gran classe, non c'è che dire. Venendo ai secondi piatti, un altro capolavoro, la Ricciola con zucchina ripiena di formaggio e uva (5), scenograficamente posta a ricreare un grappolo, contribuendo ad un armonico gioco di sapori. Degno accompagnamento del percorso, etichette importanti come il Saten Franciacorta di Antica Fratta e il Grillo di Feudo Maccarini, dove si nota la mano e l’esperienza del maitre. La chiusura ha visto il Tortino di Pistacchio e Lamponi (6) e della piccola pasticceria con panna cotta alla liquirizia e limone, bignè al cacao e caffè, torta caprese al cioccolato, gelée al mango ed un calice di Picolit friulano. Una grandissima esperienza che ci ha pienamente soddisfatto e che conferma l’interesse che le guide gastronomiche stanno rivolgendo al giovane chef Carlo Andrea Pantaleo. Ma essendo prossime le festività natalizie ecco che Milano 37, assieme alla pasticceria San Martin di Martina Franca del maestro Paolo Fornaio, ha creato una limited edition di tre panettoni artigianali - tradizionale, al cioccolato e alle amarene - che possono essere ordinati direttamente al ristorante. Un modo per portare con sé anche a casa il ricordo della memorabile esperienza vissuta da Milano 37 che vi invitiamo a vivere. 

Altre info:

 

1

2

3

4

5

6

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...