Food :: 27 dic 2023

Firenze, Ristorante Essenziale

In equilibrio tra design e qualità

Potrebbe essere a Milano in via Tortona o a Brera, o ancora a Parigi nel cuore del Marais. Siamo invece a Firenze, in Piazza di Cestello non lontano dal Lungarno Soderini. Ebbene, qui, in un quartiere dove la storia si respira in ogni angolo, si può vivere un’esperienza gastronomica ma non solo, di ottimo livello. Stiamo parlando del ristorante Essenziale, capitanato dal giovane e talentuoso Simone Cipriani (1) che, dal 2016 propone una cucina mai uguale a se stessa - “un solo vestito ci sta stretto” - è il suo motto, contraddistinta, però, dal leitmotiv, “essenziale”, appunto, come rivela il nome stesso del ristorante (2). 

Ma andiamo per gradi…

Una volta entrati, e lasciato alle spalle il rigore della Chiesa di San Frediano in Cestello, antica sede dei monaci cistercensi dominante la piazza, il mood che accoglie l’avventore è tra l’internazionale e l'urban chic, strizzando l’occhio al puro design contemporaneo. La piacevolezza è immediata, l’armonia degli arredi colorati e sobri e il respiro della cifra stilistica del designer Moreno Vannini, braccio destro, in Italia, del noto giapponese Nendo, raccontano di aperta condivisione suggerita altresì dal grande open space su due livelli e dall’imponente tavolo conviviale di 12 posti per chi desidera assaporare, la sera, il menù fisso, scoprendo prodotti e produttori che si celano dietro i vari piatti. Un contesto bello e funzionale: allo sguardo piace, seduti comodamente a tavola, esplorare a 360°, senza mai essere intrappolato in dissonanze visive (3).

E il lato gourmet? 

Il menù a pranzo è essenziale, poche portate che esprimono ognuno una sorta di “contemporary Italian touch”, di classe come si evince dalla cura e dalla preparazione (4), dall’equilibrio che passa dall’estetica della composizione, fino al palato, che lascia poco spazio a dubbi. La materia prima pulsa ma al contempo è valorizzata con gusto e raffinato piglio creativo. Penso alla deliziosa entrée di Cipolla di Certaldo al sale, Miso di fagioli borlotti, Katsuobushi e pera o alla Tartare di barbabietola, funghi, sesamo e senape, un giardino incantato in miniatura (5). Se è vero che prodotti di prossimità si incrociano come le prelibatezze di Certaldo, non mancano stimoli da altre regioni, tra queste gli Spaghetti cacio, pepe e carciofi, magnificamente eseguita, rivisitazione dell’iconico piatto dell’Urbe eterna, con l’aggiunta di un prodotto di stagione. Simone, che ama, di tanto in tanto, uscire in sala, accompagnando i piatti e, narrando la filosofia delle “sue” suggestioni in carta, leggere e salubri, ci sottolinea quanto l’elemento vegetale sia per lui componente centrale ai fornelli. Certo, i menù degustazione della sera prevedono anche portate di mare (6) e di terra, ma la sperimentazione quando incontra le verdure, si fa ancor più viva, sentita, sfidante. L’essenza, vera scelta di “campo”, diventa stile, grazie a tecnica consolidata e poesia.

Il nostro consiglio? Provate la proposta di Essenziale, ne rimarrete piacevolmente appagati. E tornerete. Sicuro.

 

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