18dic 2022
Storie che insegnano: “Io, Sergio Dondoli”
Il libro racconto del gelatiere più cool d’Italia

Non è forse tempo di gelato in riva al mare ma è certamente una strenna natalizia che farebbe piacere a un bon vivant, a un appassionato gourmand o a un semplice curioso del genere ”freddo”.

Stiamo parlando del libro fresco di stampa che racconta una vera star della gelateria italiana e internazionale: il maestro gelatiere di San Gimignano Sergio Dondoli, vicepresidente della Coppa del mondo di gelateria (1 - 2). Il bel tomo, dal titolo “Io, Sergio Dondoli – Storie, passioni e ricette di un gelatiere italiano” (3), a cura di Marco Gemelli e corredato da splendide foto (4) firmate Luca Managlia, è un racconto autobiografico che, tra aneddoti, curiosità e rivelazioni inedite, svela il lato meno noto - sia umano che professionale - di questo simpatico e interessante personaggio.

Così, ecco sfilare, una pagina dopo l’altra, i suoi 16 gusti di gelato più amati che nel corso degli anni, hanno deliziato palati di ogni dove, tra regnanti, capi di governo, attori del jet-set mondiale, premi Nobel e molti altri.

Un estroso creatore (5) mai stanco di mettersi alla prova per un gelato dalla qualità imprescindibile, narrato altresì da coloro che hanno, per un motivo o per l’altro, incrociato il suo percorso lavorativo e di vita, come Dario Cecchini, Vito Mollica, Simone Fracassi, Franco Cesare Puglisi, Emanuela Balestrino, ecc… più i compagni di sempre, Giancarlo Timballo e Sergio Colalucci. 

Oltre 100 pagine “belle” con protagonista un’emblema dell’imprenditoria sana e intelligente del nostro Bel Paese. Da leggere d'un fiato, con un pizzico di meraviglia.

 

Altre info: 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...