16feb 2016
Salon du Chocolat 2016
record di dolcezze a Milano

Grande successo per la prima edizione italiana del Salon du Chocolat a Milano (1) che, replicando il format di Parigi - già in numerose capitali mondiali come Londra, New York, Mosca, Beirut, Seul - ha chiuso domenica scorsa con un record di 19.500 presenze complessive su tre giorni.

"Siamo estremamente felici per il grande successo di pubblico ma soprattutto per la qualità degli stand e dei contenuti culturali e gastronomici proposti" – ha dichiarato Roberto Silva Coronel, organizzatore del festival.

Molti gli eventi e gli show-cooking di maestri pasticcieri e chef (2). Particolarmente "goloso" lo show cooking di Andrea Provenzani: lo chef ha deliziato il pubblico con il suo "Dolce - Salato", un cremoso al caramello al sale maldon, sablè alle arachidi, sfoglia di cioccolato fondente, insalata di mango con pepe di sichuan e basilico.

Grande protagonista del Salone anche il pluristellato Carlo Cracco (3) che ha presentato il suo ultimo libro "In principio era l'anguria salata: viaggio al centro del gusto" (Rizzoli), raccontando l’apprendistato del mestiere di cuoco e, prodigo di consigli, ha incitato, tra l'altro, i giovani a non smettere mai di essere curiosi.

Ancora... Il Maestro Paolo Sacchetti ha "dolcemente" incantato il pubblico con pesche di prato al cioccolato con tegole (twill) al gruè di cacao, mentre Alessandro Servida ha realizzato un’Eclaire Cheescake.

Degna di nota, oltre che di sorprendente creatività e abilità, la sfilata al gusto cioccolato “A gift from the sky” (4): dodici abiti (5-6) a base di cioccolato, creati dai giovani stilisti del Biennio in Fashion and Textile Design di NABA-Nuova Accademia di Belle Arti Milano, hanno sorpreso fashion addicted e non..

Insomma, considerando che in Italia il giro d’affari del cioccolato è pari a 3 miliardi di dollari, mentre l’export raggiunge i 665 milioni di euro (fonte Corriere della Sera), lunga vita al Salon di Chocolat Milano..

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...