10mag 2021
Mondo ortofrutticolo - Intervista a Serena Pittella di AOP Luce
Maggior valore al comparto per una dieta più salutare

Senza essere rigorosi vegetariani o vegani, è giusto sapere che in Italia la tradizione alimentare si avvicina molto a un regime gastronomico dai connotati “verdi”. Basta guardarsi intorno, non sono pochi, infatti, gli spunti da piatti della memoria, dal sapore più green. Penso alla Pappa al pomodoro toscana, alla Focaccia di cipolle alla ligure, alle Trofie al pesto, all’Insalata alla piemontese, ai Tortelli di zucca alla reggiana, alle Frittelle della nonna etc. Mangiare prevalentemente vegetali e frutta significa godere di effetti benefici sulla salute, come professato da eminenti personalità in campo medico/scientifico, tra tutti il compianto Professor Veronesi che ne ha fatto un modello per la prevenzione tumorale. Esiste, però, anche un approccio reducetariano con un limitato consumo di carne. Ciò detto i vantaggi di una dieta sopratutto plant based sono indiscutibili e certamente da preferire. 

Abbiamo incontrato, Serena Pittella, resp. mkt e comunicazione di AOP Luce consorzio di Organizzazioni di Produttori (1 - 2) che ingloba parte di realtà ortofrutticole al confine tra Lazio e Campania (3). Al centro un’ingente produzione di frutta e verdura (4) con circa 25 mila tonnellate l’anno. Anche vice presidente dell’Associazione Nazionale le Donne dell’Ortofrutta, la Pittella ci rivela un mondo che andrebbe valorizzato meglio. Con più rappresentanza e meno burocrazia. Condividendo un Risotto come non l'avete mai assaggiato, alla Melannurca Campana IGP...

 

 

Ci racconti in breve storia dell'azienda?

Aop LUCE nasce nel 2015 dall’unione di due aziende con una lunga tradizione di produzione ortofrutticola, Giotto e La Flacca, entrambe localizzate al confine tra il Lazio e la Campania. È specializzata nella produzione di frutta e verdura coltivate nelle zone vocate del basso Lazio, dell’alto casertano, della Puglia e della Sicilia, dove sono localizzati circa 250 ettari di serre e 450 ettari di frutteti. I prodotti sono commercializzati prevalentemente attraverso le principali catene della Grande Distribuzione Organizzata in Italia, mentre una piccola quota è destinata al mercato estero.  

Prodotti di punta che producete?

La gamma dei nostri prodotti è molto ampia e comprende varie tipologie di frutta e verdure. La produzione di ortaggi si concentra principalmente nella piana di Fondi-Sperlonga, fascia costiera caratterizzata dal terreno sabbioso e da un microclima ideale per la coltivazione di verdure come cetrioli, insalate, melanzane, pomodori, sedano e zucchine. La frutta invece viene prodotta sempre sulla costa tirrenica ma più a sud, nella parte alta della Campania a confine con il Lazio, una zona vulcanica i cui terreni sono particolarmente ricchi di minerali. Qui coltiviamo albicocche, fragole, kaki, mele, melagrane, pesche e prugne. 

C'è una referenza "più insolita" delle altre che distribuite sul mercato nazionale?

Il nostro prodotto più “particolare” è sicuramente la Melannurca Campana IGP (5). Questa mela ad indicazione geografica protetta è antichissima (la mangiavano già gli antichi Romani)  ed unica nel suo genere in quanto non matura sull’albero per poi venire semplicemente raccolta, ma viene fatta maturare adagiata su appezzamenti di terreno ricoperti di paglia chiamati “melai” e girata di tanto in tanto a mano per favorirne un arrossamento omogeneo. Acquisisce così un gusto gradevolmente acidulo ed aromi tipici che la rendono pregiata ed unica ma anche delle proprietà straordinarie: contiene un gruppo di polifenoli dai riconosciuti effetti salutistici, le procianidine, molto superiore a qualsiasi altra varietà di mela. Ciò avviene anche grazie al suo peculiare processo produttivo, poiché rimane esposta al sole sul melaio per circa 15 giorni, resistendo agli attacchi di parassiti e funghi: sviluppa così maggiori quantità di molecole di difesa che consentono alle persone che la mangiano regolarmente una serie di benefici. Ad esempio, è stato provato da uno studio dell’Università Federico II di Napoli che il consumo di Melannurca abbassa i livelli di colesterolo totale, in particolare aumentando i valori medi di colesterolo 'buono' (HDL) e riducendo quelli del colesterolo 'cattivo' (LDL).

Agricoltura e cambiamenti climatici, come vi difendete da un clima sempre più instabile, imprevedibile e spesso caratterizzato da eventi estremi?

L’agricoltura è stata da sempre inevitabilmente legata al clima ma nell’ultimo periodo la situazione è peggiorata. I rischi sono elevati perché il lavoro di una stagione può venire irrimediabilmente compromesso da un fortissimo temporale, da una grandinata, da un periodo arido improvviso. Se consideriamo solo gli ultimi due anni, abbiamo avuto ripetute gelate primaverili, grandinate, addirittura anche trombe d’aria. Difendersi da tutti gli eventi climatici avversi è praticamente impossibile quindi ricorriamo a delle coperture assicurative ma abbiamo anche dotato buona parte dei nostri frutteti di reti anti grandine: la rete copre interamente gli impianti, bloccando la grandine e proteggendo così gli alberi, impedendo di danneggiare i frutti. 

Secondo Coldiretti, le vendite di pesticidi sono crollate di circa 1/3 (-32%) nell’ultimo decennio nell’agricoltura italiana che si classifica come la più green in Europa. Cosa ne pensa?

In Italia c’è un’attenzione fortissima sul tema dei prodotti fitosanitari ed il nostro paese è particolarmente virtuoso nel recepire ed applicare le normative europee per un uso sostenibile dei fitofarmaci, ponendo agli agricoltori regole molto stringenti. Ciò permette ai prodotti italiani di essere sicuri ma genera anche costi di produzione più elevati, pertanto bisognerebbe tener conto anche di questo aspetto nel confrontare i prezzi dell’ortofrutta italiana con quella di importazione.

La vostra scelta sostenibile?

Per quanto riguarda le coltivazioni, seguiamo rigidi disciplinari di produzione che prevedono un ampio ricorso a metodi naturali; ci impegniamo infatti a tutelare i consumatori, i lavoratori e l’ambiente utilizzando in campo sostanze eco-compatibili e biodegradabili previste dalla normativa sulla produzione integrata, effettuando interventi colturali che minimizzano l’impatto dell’uomo sulla natura e garantiscono un prodotto salubre. Ne sono esempi l’uso di insetti utili come difesa da quelli dannosi e l’impiego di bombi per l'impollinazione.

Inoltre abbiamo realizzato un nuovo agro-building completamente ecosostenibile per la lavorazione della frutta, in grado di produrre energia da fonte rinnovabile e di ottimizzare tutti gli impianti per ridurre al minimo l’impatto ambientale sul territorio. 

L’agricoltura è un comparto chiave per la ripresa del nostro Paese, cosa si sente di chiedere a chi ci governa?

L’ortofrutta (6) spesso non è percepita nel suo reale valore, quindi avremmo bisogno di una importante campagna di comunicazione nazionale che incentivi i consumi, in quanto in Italia abbiamo una varietà eccezionale di prodotti buoni e sani che vanno valorizzati. Inoltre uno dei nostri problemi sono le infrastrutture: frutta e verdura vanno trasportate con mezzi refrigerati e nel minore tempo possibile per garantirne la freschezza, ma nel nostro Paese questo è veramente difficile. Come settore abbiamo anche bisogno di una maggiore rappresentanza e di meno burocrazia.

La ricetta green più frequente nella sua dieta?

La mia ricetta green preferita è il Risotto alla Melannurca Campana IGP.

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di Melannurca Campana I.G.P.

350 gr di riso

1 dl di vino bianco

150 gr di cipolla

3 cucchiai di olio extra-vergine d'oliva

succo di mezzo limone

1 l di brodo vegetale

70 gr di formaggio grattugiato

sale

pepe bianco

Preparazione:

Lavare, sbucciare e tagliare le mele a dadini; metterne la metà in un tegame con l'olio e la cipolla tritata e fare appassire a fuoco lento, aggiungendo il vino e il succo di limone; unire il riso e farlo tostare per 2 minuti, mescolando. Versare il brodo poco alla volta e continuare la cottura, mescolando di tanto in tanto. A metà cottura del riso unire l'altra metà dei dadini di mela. A fine cottura mantecare con il formaggio grattugiato. Regolare di sale e spolverizzare con il pepe bianco.

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...