17feb 2021
Milano - Neil Beloufa ad Hangar Bicocca
La prima personale italiana dell'artista Franco Algerino

Nuova grande esclusiva per l'Italia della Fondazione Pirelli Hangar Bicocca che da sempre fa conoscere l'arte contemporanea a Milano attraverso opinion leader riconosciuti a livello internazionale. Dal 17 febbraio sino al 18 luglio 2021, sarà presente negli straordinari spazi della Fondazione, Neïl Beloufa (Parigi, 1985), tra gli artisti più brillanti della generazione degli anni Ottanta (1). La sua ricerca si focalizza sulla società contemporanea e sul modo in cui viene rappresentata e mediata dall'interazione digitale, spesso con l'obiettivo di mettere a nudo i meccanismi di controllo insiti nella nostra routine quotidiana. Attraverso video, lungometraggi, sculture e installazioni tecnologicamente complesse (2 - 3), l'artista gioca con l'esperienza sensoriale dello spettatore invitandolo a confrontarsi con le proprie convinzioni e stereotipi su tematiche del presente che spaziano dalle relazioni di potere alla sorveglianza digitale, dal data collection alle ideologie nazionalistiche, dall'identità alla lettura post-coloniale del mondo. Il titolo della mostra "Digital Mourning" a cura di Roberta Tenconi, è la prima grande personale dedicata a Neïl Beloufa in un'istituzione italiana e nasce da una riflessione sul panorama attuale e sul concetto di vita nel mondo digitale. L'associazione dei due termini "digital" [digitale] e "mourning" [lutto] si risolve nell'incontro tra assenza di vita e contesto artificiale, una dimensione dove la vita stessa viene simulata attraverso modelli appositamente costruiti per comprenderne l'essenza. Giocando sulla combinazione e sulla commistione di generi si configura come una nuova installazione multimediale concepita apposta per il suggestivo spazio espositivo Milanese. Il percorso è composto da un'ampia selezione di opere video che ripercorrono la carriera dell'artista dagli esordi (con Kempinski, 2007) fino alle produzioni più recenti, alcune delle quali proiettate all'interno delle installazioni multimediali originariamente pensate dall'artista a questo scopo. Nel loro complesso, queste divengono parte di un sistema computerizzato di attivazione e rimontaggio che annulla qualsiasi gerarchia tra le informazioni. Lo spazio, che emula lo scenario di un "parco divertimenti", accoglie un'ampia selezione di opere che include le più rilevanti installazioni e sculture di Neïl Beloufa. Tuttavia, analogamente a quanto accade oggi, la fruizione delle "attrazioni" non è consentita e la mostra sembra prendere vita unicamente in risposta a una serie di voci narranti che guidano lo spettatore. Presentando le opere e spiegando al visitatore cosa scoprirà in ogni area, i narratori introducono e mettono in discussione posizioni differenti, dalle aspirazioni utopiche alle opinioni delle nuove generazioni. Una mostra con un'opera fiction legata alla pandemia e alla lotta delle aziende farmaceutiche per creare un vaccino, concepite ben prima che ciò diventasse tragicamente dì attualità. Un progetto sperimentale che trasforma il video Home Is Whenever I'm With You (2014) in una serie web. Nel video l'artista immaginava una pandemia globale e la corsa tra laboratori farmaceutici antagonisti nella ricerca di una cura. Questo scenario, concepito come pura fiction nel 2014, assume oggi un significato del tutto nuovo, che si arricchisce di riferimenti al modo in cui il nostro sistema di comunicazioni e relazioni umane sia stato quasi interamente trasposto in forma digitale. Un artista "veggente" che ci fa leggere il mondo con occhi nuovi e inediti punti di vista, funzione fondamentale che l'arte contemporanea può e deve svolgere nel mondo sempre più complesso in cui viviamo.

 

 

 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...