18lug 2021
Milano - Maurizio Cattelan all'Hangar Bicocca
Mostra dell’anno!

Maurizio Cattelan, il più importante artista contemporaneo italiano, torna a Milano dopo dieci anni con “Breath, Ghosts, Blind" (1 - 2) drammaturgia in tre parti concepita in stretta correlazione con i sempre affascinanti spazi di Hangar Bicocca (3). Il titolo racchiude le tre opere esposte che scandiscono il percorso espositivo come dei fotogrammi di un film o una pièce teatrale. Breath è una scultura in marmo bianco di Carrara che rappresenta una figura umana, in cui non è difficile intravedere le fattezze dell’artista, ed un cane, distesi a terra su un fianco, uno di fronte all’altro. La scena si presta a diverse interpretazioni, in quanto le due figure sono in posizione fetale, ma anche in quella dei calchi della eruzione di Pompei, addormentati, privi di sensi o addirittura di vita. La scena, assume una certa tenerezza nella migliore delle interpretazioni, dando pace e serenità, fissata nel nobile materiale da sempre considerato l’eccellenza per la statuaria, dai marmi antichi, a Michelangelo, Bernini, Canova o Thorvaldsen. Il titolo Breath, respiro, ci porta verso il ciclo della vita che però sappiamo avere un inizio ed una fine, mantenendo l’ambiguità dell’assunto. Opera veramente strepitosa, che ci fa vedere un Cattelan più maturo, meno provocatorio come sottolineato dal direttore artistico di Hangar Bicocca Vicente Todolì. La seconda opera, Ghosts, fantasmi, è una installazione lungo tutta la navata del carroponte e presenta centinaia di piccioni imbalsamati (4) che seguono lo spettatore lungo il percorso, riprendendo una sua precedente, esposta alla Biennale di Venezia del 2011. La particolare illuminazione, molto bassa, usata all’inizio, non fa notare questa inquietante presenza, che può ricordare anche il celebre film di Hitchcock "Gli uccelli", soprattutto nelle scene in cui i volatili stanno appollaiati sull’isola dove si svolge la pellicola, in attesa di scatenarsi negli attacchi. Al di là del significato del piccione, che porta informazioni in tempo di pace o di guerra e a quello evangelico come colomba, emblema dello Spirito Santo, l'installazione ha la funzione di trait d’union tra l’inizio e la fine della esposizione. Blind, cieco, monumentale monolite trapassato da un aereo (5), evidente omaggio all’attentato dell’11 settembre, colpisce lo spettatore che ne rimane sovrastato dalle dimensioni colossali (6). Cattelan in quel giorno si trovava a New York, in aeroporto e ovviamente non riuscì a partire, tornandosene a piedi a casa nell’incredibile caos formatosi a causa della tragedia. Anche qui un riferimento cinematografico, essendo la torre gemella straordinariamente simile all’iconica stele del capolavoro di Kubrick 2001 odissea nello spazio. Opera di forte impatto, che non lascia indifferenti, probabile omaggio ad un quadro “profetico” di Ico Parisi, conservato alla pinacoteca civica di Como, realizzato nell’ '85 dove ad essere perforato dall’aereo è un pilone di un ponte dalla campata che ricorda quello di Brooklyn. Come sempre Cattelan mutua esperienze personali con omaggi ad artisti, come una sorta di Quentin Tarantino dell’arte. Una mostra che non si può perdere.

Aperta gratuitamente fino al 20 febbraio 2022.

 

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Siamo di nuovo qui. In realtà non ci siamo mai fermati anche se da postazioni diverse, alias in remoto, chi dalla città e chi dal mare, in smart working ormai prerogativa di molti. Dopo la pausa vacanziera, il primo gesto è stato l’abbraccio (1), sì, quello vero, fisico, forte. Certo, tutti ancora “mascherati”, con green pass, emozionati, ma consci che il tempo sospeso della Pandemia è ormai in netta uscita. Ed eccoci pronti per un settembre “caldo” e ricco di eventi, da nord a sud, in presenza finalmente ...