28mar 2021
I metalli a tavola: pro e contro per l'organismo
Il vademecum di Anna Antonini

Vi siete mai chiesti la valenza dei metalli nella vostra vita? E le ripercussioni negative? Sì, perché il contatto con questi elementi è pressoché quotidiano: li tocchiamo, li respiriamo e li mangiamo. Il ferro, ad esempio, lo sapevate che è fondamentale per la sopravvivenza? Senza di esso, infatti, l'ossigeno non potrebbe essere trasportato nel sangue. 

L'argomento viene affrontato nell'ultimo libro edito Età dell'Acquario "L'importanza dei metalli nella dieta" di Anna Antonini (1 - 2), biologa e nutrizionista. Un vademecum semplice e alla portata di tutti che chiarisce con dovizia di particolari come interpretare e, nel caso regolamentare, il rapporto diretto che ognuno di noi ha con i metalli (2- 3). Possono infatti essere tossici se assunti in quantità eccessive o dannosi se ne siamo oltremodo carenti. Parola d'ordine è quindi "consapevolezza" di ciò che mangiamo per regolarne l'apporto. 

Fatte queste premesse, l'autrice dopo un'ampia panoramica dei 27 metalli riscontrabili negli alimenti, dettagliandone per ognuno le caratteristiche fisiche e chimiche e analizzandone i meccanismi di assorbimento da parte dell'organismo, illustra tematiche chiave come, per esempio, la quantità necessaria a secondo del periodo di vita che stiamo attraversando. 

E oltre ai metalli più noti che assimiliamo quando siamo a tavola, calcio, ferro, potassio e sodio, la Antonini ne analizza molti altri la cui importanza per la salute è ancora oggetto di studi scientifici. Così il vanadio o il cobalto tra i meno noti da tenere ugualmente sotto controllo. Il volume si chiude con una panoramica dedicata al mineralogramma, il più accurato esame di laboratorio attualmente disponibile per misurare la presenza di metalli nell'organismo, e alla terapia chelante, in grado di curare alcune forme di intossicazione dovute ai metalli pesanti.

 

L'importanza dei metalli nella dieta

Benefici e rischi per l'organismo

Anna Antonini

Pag. 201

prezzo: 16,50

1

2

3

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...