19set 2022
Gelateria Badiani, da Firenze nel mondo
Lo storico brand approda a Londra e in Spagna

Pronunci Badiani e pensi (con l’acquolina alla bocca) al gelato per eccellenza. Autorevole brand made in Tuscany, vero pilastro della “fredda” fiorentinità al palato (1), è certamente uno dei gelati più celebri della Penisola, forte sopratutto all’irresistibile “Buontalenti”, il suo gusto firma (2), ispirato all’architetto Bernardo Buontalenti, “genio creativo”, che fu il primo ad inventare il gelato a Firenze durante il Rinascimento. Per chi non lo sapesse, la gelateria Badiani, i cui albori risalgono al 1932 grazie a Idilio Badiani, è stata successivamente rilevata nel 1993 dal gelatiere Orazio Pomposi che, insieme ai due figli Paolo (3) e Patrizio, ha portato il marchio a raggiungere traguardi sempre più alti tra ricerca, innovazione, tanta cultura e una buona dose di sana e golosa creatività. Ebbene, proprio quest’anno lo storico marchio festeggia 90 anni e lo fa celebrando il recente progetto di espansione all’estero. Sì perché ora delikatessen come il “Buontalenti al pistacchio” o “La dolce Vita” non deliziano solo i nostri connazionali ma anche alcuni “vicini” europei quali gli inglesi e gli spagnoli. Corre, infatti, il 2016, quando il brand, reduce di un’importante vittoria al gelato festival di Londra con il “Buontalenti” arricchito da una crema di cioccolato e nocciola, decide che il momento è maturo per fare il giro di boa e sbarcare oltre confine. Ben 12 negozi: quello fiorentino in Viale dei Mille, naturalmente, più nove a Londra e due in Spagna, di cui uno a Barcellona e uno a Sotogrande. Un gelato (4) che non si dimentica e, diciamolo, crea dipendenza. Lo hanno capito in fretta i londinesi che lo scelgono quotidianamente in più punti della metropoli (vedi QUI indirizzi dei diversi store), riconoscendone l’indubbia genuinità, imprescindibile valore di un prodotto artigianale di livello.

Artigianalità dunque… ma anche innovazione con laboratori specializzati in ogni paese (Italia, Spagna e UK), che rendono possibile la replicabilità mantenendo gli standard qualitativi del prodotto (5). 

“Celebriamo una storia meravigliosa che compie 90 anni” - ha raccontato Alice Gruni, head of business development dell’azienda in occasione di un recente pranzo stampa a Firenze - “e lo facciamo con un piano d’espansione affinché il brand diventi leader nel settore del gelato artigianale, con punti di vendita fisici, investendo altresì nel delivery digitale”. Badiani è il primo marchio in assoluto a consegnare nel Regno Unito nelle 24 ore, oltre alla consegna immediata su Londra e la possibilità di abbonarsi attraverso un sistema di subscription.

I gusti di ogni punto vendita sono i classici Badiani, inclusi quelli vegani e a cui se ne aggiungono alcuni creati per omaggiare ogni città dove si trova il brand fiorentino. Ad esempio, passando in Spagna, eccone due prodotti ad hoc per Barcellona: “Sant Jordi”, gelato a base di latte e panna con strati di salsa di fragole e un tocco di cioccolato. E il “Barcellona”: gelato a base di cioccolato bianco con curcuma e strati di salsa di lamponi. Questo sapore è chiaramente ispirato alla "Senyera" (la bandiera catalana), con strisce di colore giallo e rosso.

Ma Badiani va oltre, cercando di suggellare un’intesa fruttuosa tra gelato e gastronomia, sperimentando e collaborando con alcuni chef per dare una nuova e diversa identità alle numerose prelibatezze figlie del Gelato Maker Paolo Pomposi. Così, al ristorante Cibreo di Firenze abbiamo potuto apprezzare il gelato come ingrediente di alcune portate in menù: penso alla “Gelatina di pomodoro con sorbetto al basilico Badiani” (6), un’autentica bontà che, abbinata a un calice di Chardonnay Alois Lageder 2021, ha riscosso una ola di piacere da tutti gli ospiti presenti. Un’esperienza sensoriale singolare, dove dolce e salato si armonizzano mirabilmente. Raccontando quanto le nuove frontiere del gusto passino anche da scelte come queste. Dal coraggio e da uno spirito imprenditoriale al passo con i tempi, mai dimentico dei fondamentali quali, tra gli altri, verità e tradizione.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...