31mar 2022
Firenze - Al Dolce Emporio per inedite coccole al palato
Le novità dello chef Barbaglini a Taste

Tra i numerosi protagonisti del buon cibo e del buon bere dell'appena trascorso Salone del gusto fiorentino, una nota di merito va certamente alla boutique gourmet dell'Oltrarno fiorentino (1), Dolce Emporio. Chef Fabio Barbaglini e la moglie Federica (2), hanno infatti, deliziato il palato dei più, facendo conoscere le proprie novità gastronomiche, sia durante il Fuori di Taste con un evento dedicato, sia in fiera. Il fil rouge che ha accomunato i due appuntamenti: il gusto e la ricerca costante, entrambi punti fermi della narrazione ai fornelli stupendamente declinati nelle sue gourmandises.

Ma iniziamo subito a parlare della prelibatezza principe dell'ampia offerta firmata direttamente da Barbagliani: Fuà, il foie gras della linea Fiori di Spezie. Ebbene, il carnet si arricchisce con due nuove specialità: Cedri canditi e pepe di Sarawak, Nespole candite e zenzero (3). 

"Io propongo solo torchon di fois gras, trattando in modo naturale il fegato: non c'è burro, né panna, siamo gli unici in Italia a farlo, ci sono spezie, vini liquorosi e, in alcune varietà, della frutta diversa, come nespole o cedro candito per conferire una aromaticità particolare alle singole ricette" - ha raccontato Barbaglini durante la serata del Fuori di Taste.

Li abbiamo degustati abbinati ai dei Bianchi di tutto rispetto dei cugini d'Oltralpe (4): un Riesling Tradition 2018 - Albert Mann e un Cotes du Roussillon 2018 Le Porcellaire Casot en Gora - Domaine des Schistes. Va detto infatti che Barbaglini è un raffinato cultore di nettari di Bacco francesi che si possono sorseggiare e acquistare presso il suo store. Lui stesso ne consiglia abbinamenti e matrimoni.

Non solo fegato però... Sempre in occasione dell'evento è stato un piacere per i sensi assaporare diversi appetizers preparati dalla nuova linea di prodotti a base vegetale, dove in modo poco ordinario si sono distinti la carota con peperoncino allo zenzero, il cavolfiore con il fiore del cappero, il finocchio con anice stellato e liquirizia etc. Gradevolissime e croccanti, abbiamo altresì apprezzato l'assenza del sale, quest'ultimo sostituito dall'acqua del mare micro filtrata. Di notevole spessore gustativo il Gazpacho di carote e non di pomodoro, con acacia, zenzero, peperoncino e un topping allo yogurt (5). E che dire della rivisitazione della francesissima Vichyssoise di fiori di cavoli e crema fresca di capra, olio e bottarga? Sublime. Non da meno gli Spicchi di finocchio su crema di rapa agrodolce, cipolla di Tropea fine e germogli e veli di rapa (6).

Un contesto "diverso", uno spazio un pò  fuori dai soliti schemi, e un produttore che è anche raffinato chef, peccato non farci un salto.

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...