19gen 2022
Chianti - Terre di Baccio: il Relais fatto charme

Un resort di grandissimo fascino e sopratutto a misura d’uomo. Siamo nel Chiantishire, esattamente in quel di Greve in Chianti, dove sorge un complesso dell’ospitalità simbolo della Toscana più autentica. Terre di Baccio così si chiama questo Relais ma anche Farm house e ristorante a servizio degli ospiti a meno di un’ora di Firenze, magnificamente gestito da Giampaolo Lensi (1 - 2), direttore della struttura, insieme alla moglie Lara.

Ma andiamo per gradi… Appena si giunge alla splendida proprietà di oltre 800 metri quadri comprensivi di 16 camere tra B&B e appartamenti per un totale di 34 posti letto, l’anima si colma di bellezza, certo, ma anche di storia d’autrefois.

In principio, infatti, era il posto di guardia del castello di Montegonzi, una vera e propria torre, nel tempo inglobata al resto del complesso. I segnali sono ancora evidenti come la superlativa cantina del 1200, oggi sala degustazione o ancora i caratteristici mattoni con il buco centrale che corrono tutto intorno la torre. Qui, in un passato molto lontano, nidificavano i rondoni utili per la lotta biologica.

Dicevamo le camere… fil rouge dell’arredo e del tessile il savoir faire di maestri artigiani del Guatemala - “Ci sono voluti ben 4 mesi ad Antigua per scegliere, comprare, nel caso, restaurare e, infine, spedire via nave tutto il materiale decorativo ed edile come le mattonelle dei bagni” - ci racconta Giampaolo. Sfilano così nelle camere e negli spazi comuni specchi intagliati a mano, porte intarsiate, grandi pale lavorate che servivano per scolare le forme di formaggio ora decori murali, testiere di letto in ferro battuto con il sole e la luna, simboli del Paese del centro America (3). Elementi d’arredo in perfetta sintonia con, per esempio, gli ambienti cucina in stile toscano degli appartamenti singoli o i “beverelli” alias abbeveratoi diventati eleganti corpi illuminanti. A ben vedere c’è molta assonanza con il mood rustico toscano. Impera un raffinato gusto rurale senza rinunciare a quel comfort e quegli agi tali da richiamare, in tempi non pandemici, un pubblico sofisticato che ama coniugare modernità di servizio e incanto di un territorio tra i più ambiti d’Italia.

“L’80% della clientela è straniera di cui il 50% di lingua inglese, tra australiani, americani, inglesi e sud africani; gli italiani preferiscono, normalmente, soggiornare nei periodi dei ponti, a Pasqua e a Natale” - continua Gianpaolo. 

Il comprensorio di proprietà di ben 30 ettari tutt’intorno al complesso turistico, immerso nella quiete delle colline, senza nessun disturbo visivo di pali e affini (volutamente interrati dalla proprietà), contempla 8 ettari di vigneto, di cui 2 in corso di impianto, 3 ettari di oliveto con 1200 piante. Ancora… la produzione di zafferano, spazi dedicati a capre, pecore, un orto biologico e un altro in costruzione. Per regalare vedute mozzafiato da molte delle camere e per un sevizio di ristorazione “fresco di giornata” dove ogni suggestione al palato curata dallo chef Gentian Muca (4), vanta ingredienti genuini e sopratutto self made per una cucina toscana tipica, squisitamente riveduta per un'utenza internazionale. Penso alla delicata bistecca (5) alla brace di olivo e quercia della zona. Ma anche alla schiacciata appena fatta o alla rosticciana, da abbinare ai loro Chianti classico e igp. “Nel nuovo impianto di 8 mila metri quadri, abbiamo in previsione la produzione di vini bianchi” - sottolinea Giampaolo. Un work in progress che prevede altresì una cappella sconsacrata originariamente del 500, in fase di restauro, presto avamposto dell’intera struttura e una grande e romantica Orangerie (6) appena inaugurata, inondata di luce e a visuale libera, per pranzi o cene da sogno, in tutte le stagioni.

Se ambite a una sosta poetica e di classe a pochi chilometri dal capoluogo toscano, ebbene Terre di Baccio è la risposta.

 

Altre info:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Fine delle vacanze. Parei, zoccoli e costumi lasciano il posto ad abiti e pantaloni. Si riparte (1). Per l’ufficio, però. Ebbene, tutto questo ricordando che, come diceva Confucio, “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la vita”. Non possiamo che augurarvi che sia così e se non lo fosse, non è mai troppo tardi per cambiare o per ripensare a quel progetto da tempo nel cassetto. Certo, lo scenario (2) attuale tra inflazione, rincari e crisi climatica spinge a un sentiment di pessimismo diffuso, ...