19mar 2021
20 marzo - Giornata Internazionale della Felicità
Il quadro cross pandemico stilato da Uecoop

"Ci si sente pienamente soddisfatto dei propri desideri, che ha spirito sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni" - così il sempre verde dizionario Treccani, indica lo stato di felicità, condizione umana perseguita per "omnia sæcula sæculorum". Opposto di tristezza è un senso di benessere o di appagamento. Una sensazione che porta alla consapevolezza, se pur momentanea, di quanto sia bella la vita (1). In verità però definire cosa sia la felicità è un'impresa assai ardua. Un valore certamente soggettivo che varia a seconda del vissuto, dello stato evolutivo di ognuno singolo individuo (2).

Certo che chiedercelo in un momento storico particolarmente problematico come quello del Covid, non può che rivelare dati piuttosto "pessimistici" o comunque lontani da condizioni diffuse di gioia e "leggerezza" d'animo.

"Più di 1 italiano su 2 (55,5%) è insoddisfatto della propria vita con l’incertezza sulle prospettive future per salute e lavoro che condiziona le previsioni dei prossimi cinque anni" - lo dichiara l’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell’ultimo rapporto Bes Istat in occasione della Giornata mondiale della felicità di sabato 20 marzo 2021. Sul podio delle regioni dove prevalgono gli scontenti ci sono nell’ordine la Campania (68,3%) (3), la Sicilia (60%) e il Lazio (58,9%) mentre al contrario è al Nord che si concentrano le quote minori di insoddisfatti dal Trentino Alto Adige (37,8%) alla Valle d’Aosta (46,3%), dal Friuli Venezia Giulia (50,4) alla Lombardia (51,1%) con Emilia Romagna e Veneto a pari merito (51,5%).

Come stupirsi quando nel 2020 hanno chiuso quasi 100 imprese cooperative ogni mese con quasi tutti i settori colpiti? Dalle costruzioni ai servizi, dalle attività professionali allo spettacolo, dalla sicurezza al commercio, dalla logistica all’istruzione per un comparto cooperativo che a livello nazionale impiega oltre un milione di persone.

Ovviamente non tutto è perduto, urge più che mai lo sblocco del piano vaccinale e un rapido utilizzo delle risorse europee del Recovery Plan.

Il mondo deve ripartire e presto. Per ora, la felicità può attendere...

 

 

 

1

2

3

Photo Credits

Photo 1 : gianfranco gori

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...