13apr 2022
Vinitaly 2022 - Appunti dalla nostra visita
Vini al centro

Nel numero altissimo di cantine eccellenti presenti al Vinitaly (1), abbiamo fatto qualche assaggio di illustri bottiglie con, diciamolo pure, notevoli sorprese. Nel novero delle prime, grandissima la degustazione del Flaccianello della Pieve 2018, uno dei Supertuscan (2). Sangiovese in barrique per due anni, rubino granato con note assai complesse. Abbiamo apprezzato lo speziato con arance rosse, viola, kirsch, tabacco, cardamomo e vaniglia che sconfinano in note balsamiche. I tannini sono vellutati con una persistenza quasi infinita. Davvero un top player. Non da meno la gamma delle bollicine di Letrari (3 - 4), tra le aziende fondatrici del Trento Doc. Un vero fuoriclasse è la Riserva del Fondatore 2010, 50% chardonnay e 50% Pinot nero che sta ben 10 mesi sui lieviti. Di colore dorato ha intensi profumi di camomilla, rododendro, fieno composta di susina e ananas caramellato, straordinariamente fresco pur nella importanza della beva. Affascinante anche il +4 Rosé Riserva 2010, anch’esso un 50/50 Chardonnay Pinot nero color rame con un naso di rabarbaro e ciliegia rossa che non fanno presagire la bocca a base di caramello, albicocca candita ed erbe officinali. Decisamente sorprendente per qualità e originalità delle proposte, Pravis (5), sita a Lasino in un paesaggio incantevole nella suggestiva Valle dei Laghi, sempre in Trentino. Solaris, vitigno autoctono a varietà Piwi, ovverosia resistente alle peronospera e ad altre malattie della vite, è un bianco a dir poco particolare, molto fruttato, che ricorda al naso il ribes bianco, le mele selvatiche e il gelsomino, molto ben compensato da una nota minerale con una punta di acidità che lo rende assai equilibrato. Poco noto, ma un vero fuoriclasse. Johanniter, rarissima varietà anch’essa autoctona è una bollicina che al naso esprime agrumi, in particolare scorza di limone e cedro, frutta selvatica e delle mandorle tostate sorprendenti. La Nosiola, vino tipico Trentino raggiunge livelli eccellenti con al naso sentori di erba medica e mela renetta. E infine, per concludere in dolcezza, il Vino Santo Arele, eccellenza trentina da dessert, lasciato appassire su appositi graticci, risultando fine e delicato. Queste sono solo alcune delle grandissime bottiglie che abbiamo avuto il piacere di stimare in una edizione di Vinitaly che ha mantenuto in pieno le promesse (6).

Prosit! E arrivederci al 2023!

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...