Viaggio a pedali in Sardegna: "Non solo bici"
Seconda tappa: Villanova Tulo

Non solo bici è un innovativo progetto di turismo sostenibile e verde, incentrato su di un tracciato per bici, una ciclovia (1) che attraversa tre incantevoli borghi della Sardegna centrale: Seulo, Villanova Tulo ed Escolca; i tre comuni hanno progettato insieme e sono accomunati da una stessa visione e missione di sviluppo rurale ecologico ed accoglienza dell’ospite. Dopo aver visitato Seulo (vedi il pezzo del 6 dicembre 2021 QUI) e le sue risorse naturalistiche e culturali, proseguiamo il percorso inforcando la nostra bici. Ecco che a metà della nostra ciclovia, tra Seulo ed Escolca, procedendo in direzione sud ovest, troviamo il borgo di Villanova Tulo (2). Ci toglie il fiato la vista delle pareti rocciose sul versante destro della strada comune: formatesi nel Giurassico medio sono costituite da falesie imponenti e maestose, tra cui si stagliano s’Azza de Figu Nieddas e sa Brecca de su Trebini, come vengono affettuosamente chiamate dalla comunità locale, e ancora la grande parete S’azza de Tabaccu e Corongiu Irau, che sovrasta l’incantevole foresta di Pantaleu.

Nel centro storico del paese, tra is strintus (così sono chiamati i vicoletti) spicca la chiesa parrocchiale di San Giuliano Martire, patrono del luogo. La vita di comunità è molto ricca. Tra gli eventi particolarmente importanti ci sono la festa che si svolge presso la chiesa campestre di San Sebastiano, ogni estate, tra il 19 e il 20 agosto, con una processione devozionale e la Sagra delle ciliegie (sa festa de sa cerexi), che si tiene a metà giugno in onore del summenzionato San Giuliano (3), a cui è dedicata una bella parrocchiale secentesca. Questa sagra avviene, come spesso succede, in concomitanza dei festeggiamenti religiosi e l’esposizione e vendita di questo frutto estivo trainano, per l’occasione, anche altri prodotti agroalimentari e artigianali del posto. Sfilate di maschere tradizionali, canti e balli folk, tanto cibo e festeggiamenti fino a notte fonda fanno la gioia di residenti ed ospiti.

Da vedere anche il Nuraghe Adoni (4), che fa parte delle tante risorse archeologiche site nel territorio. Posto a 786 metri d’altezza, circondato dalla foresta omonima, da Adoni si può ammirare una vista che spazia su di un’ampia porzione della Sardegna meridionale. Per gli appassionati di archeologia è imperdibile per tre motivi: primo la complessità dell’edificio – è costituito da una torre centrale, da un bastione quadrilobato, da un potente antemurale e dal villaggio intorno; secondo – l’ottimo stato di conservazione, e terza cosa, una particolarità che lo rende quasi un unicum nel suo genere: l’insolita presenza del pozzo tra le abitazioni del villaggio anziché all’interno del nuraghe. 

Ma grazie a Non solo bici, è bello, anche, esplorare l’ambiente con la canoa o il kayak! Il fiume Flumendosa (5) infatti, lungo 127 chilometri, diventa nel territorio del borgo un fiume tecnico, soprattutto nei tratti in cui vi sono gole, ampie erosioni delle rocce, per cui l’esteso paesaggio fluviale cambia, con meandri stretti e profondi, circondati da fitta vegetazione spontanea, dove fa capolino, se si è fortunati, anche la fauna locale. Il punto di partenza è vicino alla stazione del Trenino Verde – altro fiore all’occhiello di Villanova Tulo in quanto compresa nella linea turistica più lunga d’Italia – e consente di navigare lungo il fiume e il vicino lago artificiale Maxia (o Medio Flumendosa), in una discesa che diverte tra rapide e laghetti defaticanti, e che impressiona per la magnificenza della natura circostante.

Il lago Maxia (6) si trova a circa 268 metri di altezza, ha un’ampiezza di circa 17 chilometri per 500 metri e le sue acque, oltre a produrre energia elettrica, proseguono nel vicino lago Mulargia che servono l’irrigazione della pianura del Campidano, nel sud Sardegna. Il punto migliore dal quale ammirarlo è il ponte Maxia, accanto alla linea ferroviaria, costruito proprio dove il fiume si immette nel lago. È anche possibile vivere questo paesaggio fluviale e lacustre a bordo di battelli stile Mississippi dal non lontano punto di imbarco.

Arrivati a Villanova Tulo scenderemo verso l’abitato di Escolca, la prossima tappa in programma (#staytuned!) dove ci attenderanno altre belle esperienze, sorprese e paesaggi d’eccezionale valore. 

Prima di accomiatarci è venuto il momento di intervistare il Sindaco di Villanova Tulo, Alberto Loddo, sul progetto e sulla visione turistica a 360° di Non solo bici.

 

Non solo bici, un ambizioso progetto di turismo sostenibile e sviluppo rurale. Quali sono i concetti chiave attorno a cui è incardinato?

La prima parola chiave è sostenibilità, perché è un tipo di turismo assolutamente fattibile nella nostra area, non è utopia il turismo in bicicletta: è proprio ciò che stiamo progettando con le altre due amministrazioni. Il secondo punto è collegato ciò che ho accennato: l’abbandono del campanilismo, uno dei punti cardine che deve essere ancora sviluppato nella nostra isola. Spero che i comuni si uniscano, come abbiamo fatto noi, con Seulo ed Escolca, per una migliore progettazione dello sviluppo locale, più efficace ed efficiente. 

L’ospitalità a Villanova Tulo si declina in molti modi, che cosa consiglia di fare, vedere e gustare al visitatore?

Sicuramente il nostro nuraghe Adoni, e poi boschi che circondano il nostro borgo, il fiume, il lago, la collina di San Sebastiano. All’interno del nostro comune è possibile fare escursioni, pagaiare in canoa, nuotare, e poi fare esperienze gastronomiche uniche, come mangiare formaggi, salsicce dei nostri allevamenti e bere buon vino.

Non solo bici, anche canoa e trenino verde, ce ne vuole parlare?

Abbiamo un tipo di canoismo fluviale, perfetto per attività di rafting sfruttando le rapide del fiume, nella giusta stagione. In quanto al trenino verde che attraversa il nostro territorio, si tratta di una bella risorsa, perché propone un turismo lento in linea con i nostri valori: stiamo pensando a delle soluzioni per intercettare meglio i viaggiatori per consentire loro una sosta nel nostro borgo.  

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Il re è morto, viva il re, si gridava anticamente in occasione della sepoltura di un sovrano e per festeggiare la nomina del nuovo; così parafrasandolo potremmo dire oggi "l'anno vecchio è morto viva il nuovo anno" (1 - 2). Ma sarà veramente così? Sapremo vincere la sfida, pandemica (3) e non, che ci attende anzi che incombe su tutti noi? E ancora, riusciremo a superare quel malessere, non più tenue ormai, anzi imminente e immanente? Tutta una serie di domande che si affacciano, consapevolmente o meno, alla nostra mente e ci rendono se non inquieti, certamente preo...