Visioni da bere :: 6 apr 2021

Valtellina in alto i calici: la “non” guida dei migliori produttori del territorio

Di Sara Missaglia, Paolo Stecca a cura di Casimiro Maule

Il territorio posto all’estremo nord della Lombardia, oltre ad avere delle montagne spettacolari, ha una preziosa e unica viticoltura “eroica” che viene esaurientemente descritta in modo agile dagli autori di questa “non guida”. Sara Missaglia, giornalista e sommelier, Paolo Stecca, copywriter (1 - 2 - 3) specializzato nella comunicazione enologica, Casimiro Maule, creatore dello Sfursat 5 stelle infatti amano definirla così, in quanto non vengono assegnati rating e medaglie, bicchieri o viti, bensì sono narrati 48 cantine, 129 vini, moltissime immagini e cartine e soprattutto molti produttori che hanno saputo rendere grande questo “altro” nebbiolo, da anni nel gotha dell’enologia nazionale. Un territorio di terrazzamenti e muretti che incantò anche il regista Ermanno Olmi, che vi dedicò un suo emozionante documentario. Raccontato attraverso i vini, ma anche la gastronomia, i paesaggi suggestivi, risulta veramente esaustivo nel narrare questa incantevole valle. Per rendere bene l’imprescindibile legame con la madre terra, tutti i vignaioli sono ritratti a piedi nudi tra i loro filari in bellissime fotografie che rendono suggestivo il libro. Per chi volesse approfondire il tema, dei comodi QR code rimandano al canale YouTube Wine Oneway gestito dagli autori. Sassella, Inferno, Grumello, Sforzato, nomi magici per gli appassionati di cui già Leonardo Da Vinci apprezzava la “potenza” e la bontà. In brevi ritratti si parla inoltre degli straordinari produttori che hanno fatto la storia di questa Doc, Carluccio Negri, il Conte Cesare Sertoli Salis, Arturo Pelizzati Perego, nel ricordo di chi li ha conosciuti, ha vissuto e lavorato con loro. Ogni scheda, oltre a raccontare la cantina, da comode informazioni, su indirizzi, contatti aziendali, email, sito web, numero di bottiglie prodotte ed ettari vitati. Non solo nebbiolo, ma anche cultivar locali ad esso legati, come la Rossola Nera, la Pignola, la Brugnola, studiati dall’istituto per la protezione sostenibile delle piante del CNR di Torino e dalla fondazione Fojanini di Sondrio. Da qualche si vinificano anche delle interessanti bollicine sia bianche che rosé. Un bellissimo libro (4), edito da Bellavite Editore, utilissimo per quando si tornerà al turismo enologico, a contatto con gli straordinari paesaggi alpini e in totale sicurezza.

 

Ron Millonario

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