19dic 2021
Sommelier Wine Box, l’idea originale per i regali delle feste

Avete amici appassionati di vini a cui vorreste regalare delle prestigiose bottiglie ma non sapete come fare? Vorreste approcciare voi stessi l’affascinante mondo del vino ma vi servirebbe una guida sicura di esperti che vi possano indirizzare su come bere bene? Sommelier Wine Box è il primo Wine club in abbonamento che seleziona per voi in collaborazione coi migliori sommelier italiani una scelta di bottiglie di grande qualità per la vostra completa soddisfazione. Fondata nel 2018 da Luca Menato, Sara Menato e Alessio Severin (1), tre giovani imprenditori decisi a trasformare la loro passione e conoscenza del mondo del vino in un progetto di successo. Ogni mese vengono proposte box composte (2) da tre vini di una particolare zona geografica: sono state dedicate ai vini delle Dolomiti, del centro Italia. E ancora... con protagonista i Pinot Nero e, per gennaio 2022, i Vini naturali. Acquistabili online, evitando così la ressa del periodo natalizio, saranno recapitati direttamente a casa, con la possibilità di ricevere via mail una card che illustra il dono con notizie riguardanti le tipologie dei vini presenti nella box ed un utile ricettario per i cibi da abbinare alle bottiglie. Per personalizzare ulteriormente il dono (3), Sommelier Wine Box ha pensato a tre tipologie di consumatori che vanno sotto il nome di Entusiasta, Appassionato, Esperto. Nel primo caso si tratta di un approccio di tipo emotivo, che prende in esame tre bottiglie del territorio rappresentative dei vitigni presenti in quelle specifiche zone, anche autoctoni. Nel secondo si tratta di un mix di bottiglie di fascia intermedia. Nel terzo bottiglie di top di gamma. Nella nostra box Entusiasta, abbiamo assaggiato Derù, di Cantina Crodarossa, uno spumante brut metodo Martinotti da uve Solaris cui si consiglia di abbinare, una soppressa, un formaggio latteria fresco o una trota alla griglia con erbe aromatiche. Giallo paglierino intenso con perlage fine e duraturo. Delicato al naso con note di fieno, camomilla, agrumi e frutti tropicali. Sapido al palato, con buona acidità ed una aromaticità tipica di frutta del vitigno. Il secondo vino era un Vanduja di Cantina De Bacco, da uve pavana, altro autoctono anch’esso molto resistente alle malattie. Abbinabile ad un salame, una pasta e fagioli o un risotto con la salsiccia. Rosso rubino, al naso è fruttato, con note di piccole amarene ma anche di tabacco fresco, risulta succoso in bocca con una vena acido sapida che allunga il finale. Sacolet, la terza bottiglia, di Pian delle Vette, è un blend complesso di Teroldego, Gamaret, Diolinoir, Pinot nero e Chardonnay. Solo lieviti indigeni che danno a questo vino frizzante una vivacità adatta ad un cotechino, una robiola o un crostino di paté rustici. Rosso rubino, ricorda al naso le more mature, ma anche i gerani. In bocca ha trama fitta con sensazioni di frutta matura. Un modo nuovo di proporre il vino (4) che sia gli appassionati, sia i neofiti non mancheranno di apprezzare. Ottima idea per Natale e Capodanno. Da provare! 

 

Altre info:

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Il re è morto, viva il re, si gridava anticamente in occasione della sepoltura di un sovrano e per festeggiare la nomina del nuovo; così parafrasandolo potremmo dire oggi "l'anno vecchio è morto viva il nuovo anno" (1 - 2). Ma sarà veramente così? Sapremo vincere la sfida, pandemica (3) e non, che ci attende anzi che incombe su tutti noi? E ancora, riusciremo a superare quel malessere, non più tenue ormai, anzi imminente e immanente? Tutta una serie di domande che si affacciano, consapevolmente o meno, alla nostra mente e ci rendono se non inquieti, certamente preo...