09ott 2022
Presentata la tredicesima edizione della Guida Slow Wine 2023
Vini buoni, puliti e giusti

Nella splendida cornice del jazz club Blue Note, al quartiere Isola di Milano è stata svelata al pubblico l’edizione 2023 della Guida Slow Wine (1). 200 collaboratori hanno percorso migliaia di chilometri lungo tutta la penisola per giungere a una selezione di 1957 cantine di cui ben 110 novità assolute. All’interno di questo grande numero di recensioni (2) è possibile un ulteriore approfondimento grazie a 379 video accessibili con QR Code per per provare una esperienza di visita di alcune aziende selezionate. Filmati che testimoniano il principale tema di quest’anno: il cambiamento climatico e la siccità cui i viticoltori hanno dovuto far fronte ad esempio con l’anticipo delle vendemmie o addirittura svolgendole di notte. Al di là delle pur lodevoli iniziative dei singoli, è emerso che sarà necessario un aiuto da parte delle istituzioni affinché sostengano la ricerca scientifica per trovare soluzioni e tecnologie e fronte a questo sostanziale problema. “La fotografia emergente dalla guida è un aumento costante delle aziende bio che ormai sono più della metà di quelle presenti. I Vini Quotidiani, vale a dire quelle eccellenti etichette dall’ottimo rapporto qualità prezzo, pur riducendosi di numero, a causa degli aumenti dei costi della filiera, sono ancora presenti in modo significativo” - ha sottolineato Giancarlo Gariglio, curatore della pubblicazione (3). Un dibattito emerso durante la presentazione è stato da un lato il rigetto da parte delle commissioni di assaggio che assegnano le DOC e le DOCG di buonissimi vini che hanno caratteristiche stilistiche non perfettamente aderenti al disciplinare e, dall’altro, la scelta da parte dei produttori di promuovere il proprio vino come IGT, ovverosia vino da tavola. Molte delle etichette più celebri e giustamente apprezzate nel mondo rientrano proprio a causa di ciò in questa categoria, fuori dalle denominazioni. Angelo Peretti direttore del Consorzio Chiaretto e Bardolino ha affermato nel merito: “Il rischio è l’omologazione stilistica. Senza dubbio il lavoro della commissione è quello di garantire la sicurezza e la qualità dei vini, ma l’impostazione è figlia degli anni 80 quando oggettivamente i vini non erano buoni come oggi. La soluzione sarebbe una maggiore formazione delle commissioni di assaggio, far entrare più vignaioli nelle stesse e allargare al massimo i parametri per accogliere più differenze stilistiche e valorizzare le identità.” Matilde Poggi, presidente della Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti ha parlato di - “necessario svecchiamento delle Denominazioni di origine, un po’ sul modello francese dove i produttori hanno maggiore libertà ma anche maggiore responsabilità. Siamo molto preoccupati del passaggio delle competenze sulle denominazioni dalla Commissione Agricoltura all’ufficio europeo che si occupa delle proprietà intellettuali. Questo vuol dire che le Doc saranno considerate come marchi privati ma ciò non può essere in quanto sono beni collettivi con un forte collegamento con l’agricoltura col rischio che il tutto sia gestito da chi non ne sa niente sull’argomento.” Tornando alla guida, i tre Premi Slow Wine sono stati assegnati a Gloria Mayr della cantina Nusserhof (4) di Bolzano come giovane vignaiolo, alla cantina Possa di Rio Maggiore nelle Cinque Terre per la viticoltura sostenibile e quello alla carriera a Emilio Pepe della omonima cantina di Torino in Abruzzo, ritirato dalla figlia Sofia (5), in quanto per il novantenne fondatore il viaggio a Milano sarebbe stato un po’ faticoso, anche se ci è stato rivelato che ha seguito la vendemmia con l’entusiasmo e la forza di un ragazzo. Nel pomeriggio, è stata organizzata al Superstudio Più in zona via Tortona, una encomiabile degustazione con ben 1500 cantine (6) presenti nella guida, e molti produttori presenti. Una giornata decisamente memorabile! 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...