25apr 2022
Parma - Lucio Fontana Autoritratto alla Fondazione Magnani-Rocca
La nuova mostra alla “ Villa dei capolavori“

La stagione espositiva della straordinaria Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, prevede per la primavera 2022 un approfondimento su uno dei più importanti artisti del 900 italiano, il maestro dello Spazialismo Lucio Fontana (1). Aperta fino al 3 luglio, la mostra comprende circa 50 opere (2) che attraversano tutte le varie fasi del suo percorso artistico, dalle sculture degli anni 30, ai “Concetti spaziali“ per cui è più celebre, i famosi “ Buchi“ e “Tagli“ (3) sino ai “ Teatrini“ e alla “Nature“ bronzee di cui è presente la spettacolare New York 10 (4) composta di pannelli di rame con lacerazioni e graffiti, per terminare con una serie di opere di suoi amici artisti facenti parte della collezione privata di Fontana. Tra questi, sono presenti tra gli altri Baj, Burri, Castellani, Fabio, Piero Manzoni, anagraficamente più giovani e da lui seguiti e promossi. Punto di partenza dell’esposizione è il rapporto tra Fontana e la storica dell’arte Carla Lonzi, allieva del grande critico Roberto Longhi, la quale raccolse una serie di interviste a celebri maestri italiani del 900 dal titolo Autoritratto di cui fece parte un intenso colloquio con Fontana stesso e visibile in filmato alla Magnani-Rocca. Seguendo, dunque, questa intervista, si snoda il percorso antologico, con lavori che toccano i momenti salienti dell’itinerario artistico di Fontana con opere (5) di assoluto valore, provenienti dalla Fondazione Lucio Fontana, dal Mart di Rovereto, dal museo del 900 di Firenze, dalla Collezione Intesa San Paolo sino all’archivio Ugo Mulas che presenta le fotografie che immortalano Fontana mentre lavora. Una bellissima mostra, in quello scrigno che è denominato la “Villa dei capolavori“ e che andrebbe visitato almeno una volta.

 

Altre info:

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...