29apr 2021
Firenze, cosa vedere? BEAUTIFUL LIES di Ali Banisadr
Al Museo Stefano Bardini e al Museo di Palazzo Vecchio

Firenze non è solo città museo di sé stessa ma un laboratorio di arte contemporanea per una dialettica costruttiva tra presente, passato e futuro. Così il Direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti ha introdotto la conferenza stampa in Palazzo Vecchio per la mostra BEAUTIFUL LIES dell'artista di spessore internazionale Ali Banisadr (Teheran 1976), curata dallo stesso Risaliti e organizzata da Mus.e (1 - 2 - 3). Un evento straordinario, l'esposizione - la prima dell’artista in un museo pubblico italiano - si articola tra Palazzo Vecchio, nella Sala dei Gigli e Museo Stefano Bardini, ed è visibile dal 30 aprile al 29 agosto 2021

Al Museo Bardini i dipinti dell’artista sono in dialogo con le opere della collezione creata da Stefano Bardini, con i marmi e le pitture medievali e rinascimentali, con i tappeti persiani e con le rilucenti armature conservate nel museo caratterizzato dal celebre ‘blu’ Bardini, mentre in palazzo Vecchio, Banisadr è stato invitato a realizzare tre dipinti site-specific, ispirati dalla lettura della Divina Commedia di Dante, evento speciale immaginato da Sergio Risaliti in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta.

La mostra di Banisadr - ha sottolineato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi (4) - raccoglie molte suggestioni: anzitutto l’inspirazione dovuta alla figura di Dante di cui quest’anno celebriamo i 700 anni dalla morte; poi la tragicità dell’esistenza dell’artista che si ingloba nella tragicità delle guerre e dei conflitti, anche dimenticati, del XX secolo; e infine la summa di molteplici arti e stili che attingono ai luoghi dove l’artista ha vissuto e studiato che si congiungono in uno stile di pittura originalissimo e fortemente evocativo, monito del caos in cui siamo immersi e dal quale forse non potremo emergere. Portare a Firenze, nei nostri musei civici e per la prima volta in Italia, una personale di Banisadr fornirà dunque un dialogo nuovo su questi temi universali e una nuova finestra tra l'arte di ieri e di oggi, mixata e ricreata per parlare con l’unico linguaggio possibile, quello umano”. 

I suoi dipinti sono abitati da una folla surreale di decine e decine di figure: un mondo turbolento (5) e in procinto di essere spazzato via da un’esplosione violenta, da un cataclisma, una realtà apocalittica. Come una sinfonia dalle note alte, roboanti, e dissonanti, che trova un equilibrio classico grazie alla sapiente organizzazione di piani di profondità, alla temperatura dei colori, alla attenzione appunto sinestetica con cui sono distribuiti i punti di forza all’interno di quel mondo, senza un focus principale e un punto di vista privilegiato. Una vera polifonia policentrica (6) dove ci sono migliaia di dettagli. Ogni suo dipinto è la combinazione in simultanea di intuizioni e percezioni tra memoria visiva, suoni, impressioni, ricordi profondi, immaginazione creativa, altri dati che entrano in gioco in un tutt’uno e allo stesso momento. “Posso dipingere qualcosa partendo dalla memoria, da una vibrazione interiore che vive ancora nel mio profondo, o che si genera da un suono che ho sentito quando ero un bambino… ".

“Da quando mi sono immerso nell'Inferno di Dante, un intero mondo si è aperto su ciò che è contenuto nei suoi versi” - dichiara l’artista. “Dante raccolse molte conoscenze frammentate, tratte da vecchi poemi epici, dalla mitologia, dalla storia e dalla politica, dando vita a un’opera visionaria. Sono affascinato da questi mondi multidimensionali in cui il poeta raccoglie un'intera enciclopedia universale della conoscenza. Sono anche affascinato da quante figure possano coesistere all'interno di una persona, perché psicologicamente parlando, tutti i personaggi che Dante incontra nell'Inferno sono in un certo senso le voci e le idee dei personaggi stessi che risuonano nella sua mente.” 

Beautiful Lies” è una delle opere ispirate a Dante che verrà esposta nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, di fronte alla Giuditta e Oloferne di Donatello, ed è stata scelta per dare il titolo all’intera mostra. La “bella menzogna” sotto la quale si nasconde la verità è un’espressione usata proprio dall’Alighieri per parlare delle sue opere e dei poemi allegorici in generale, e si adatta perfettamente al lavoro di Banisadr, che con il suo tratto energico e le sue cromie che spaziano dalla psichedelia al monocromo, mette in scene il suo mondo privato (e quello universale), fatto di violenza e isolamento, di angoscia e meraviglia, ma anche di memoria e immaginazione.

 

Ali Banisadr

BEAUTIFUL LIES

30 aprile – 29 agosto 2021

Museo Stefano Bardini, via dei Renai 37 (Ponte alle Grazie)
Orari: lunedì, venerdì, sabato e domenica ore 11.00 – 17.00.

Museo di Palazzo Vecchio, Sala dei Gigli, Piazza della Signoria
Orari: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica ore 9.00 – 19-00; giovedì ore 9.00 – 14.00.

Il biglietto della mostra è incluso nell’ingresso dei rispettivi musei.

 

 

 

Altre info:

 

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Photo Credits

Photo 1 : gianfranco gori
Photo 3 : gianfranco gori
Photo 4 : gianfranco gori

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