10ott 2022
Milano - Mudec: Machu Picchu e gli imperi d’oro del Perù

Spesso il termine evento per ciò che riguarda le mostre è un po’ abusato, ma bisogna dire che in questo caso lo merita pienamente. Dall’8 ottobre al Mudec di Milano in via Tortona 56, una straordinaria mostra su 3000 anni di civiltà in Perù (1) dalle origini agli Inca (2). Un viaggio meraviglioso che attraverso manufatti plurimillenari, video, ricostruzioni immersive 3D traghetta il pubblico indietro nel tempo (3), raccontando la storia di una civiltà gloriosa e remota di cui si conosce quasi solo la città sacra di Machu Picchu. Mostra con oltre 170 opere provenienti dal Museo Larco di Lima diretto da Ulla Holmquist, il quale insieme all’archeologa Carole Fraresso, ha creato un progetto che attraversa la storia artistica e la biodiversità andina in tutta la sua dimensione geografica e profondità cronologica. Proveniente dai successi delle tappe a Boca Raton, in Florida, e a Parigi, l’esposizione consta di una serie eccezionale di reperti in terracotta, ori, argenti e tessuti (4 - 5). Una parte del percorso viene effettuata a fianco dell’eroe della cultura Moche Ai Apaec noto per aver attraversato i tre piani dell’universo, il sopra, il qui e il sotto. Cosmogonia che viene spiegata molto bene con delle didascalie puntuali e precise e che si basa sul fatto che sia necessario dare per ricevere, onorare gli antenati, ringraziare gli Dei con sacrifici e offerte. Si parte e si arriva nel percorso espositivo da Machu Picchu, la famosa città del 1400 dc adagiata su una cresta montuosa, avvolta dalla foresta pluviale che rientra in un progetto di conservazione iniziato nel 1975 con la riforestazione dell’area. Grandissimi capolavori in mostra, come le armature in oro e argento di una finezza e bellezza straordinari (6). Ma l’interesse non si ferma qui perché sarà possibile fare anche una simulazione di volo sopra la città sacra di Machu Picchu attraverso una postazione integrata di realtà virtuale a movimento VR visivo e sonoro che riproduce letteralmente la sensazione fisica di volare sopra i resti del monumento patrimonio Unesco; un vero viaggio emozionale come tutta la superlativa mostra da vedere assolutamente.

 

Altre info:

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...