Visioni da bere :: 4 ott 2021

Milano - La nuova Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2022

A cura di Doctor Wine Daniele Cernilli

Arriva l’autunno e iniziano ad uscire le guide enogastronomiche. A Milano, in concomitanza con l’apertura della Milano Wine Week è stata annunciata l’uscita della ottava edizione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia (1 - 2 - 3 - 4: l'inviato Gianluca Moreschi con Sissi Baratella). 1241 aziende (5) selezionate, 3085 vini recensiti, di cui 721 per l’ottimo rapporto qualità prezzo non superando i 15 e talvolta addirittura sotto i 10. Ciò dimostra che per bere bene, fortunatamente, non è necessario essere Paperon de Paperoni, essendo ancora tanti i vini di gran pregio con prezzi alla portata di tutti. Ma veniamo ai premi. Rosso dell’anno il Barbaresco Asili 2016 di Bruno Giacosa. Un ex aequo tra i bianchi: Greco di Tufo Vittorio 2008 Di Meo e Alto Adige Terlano Rarity 2008 Cantina Terlano. Da notare, oltre al fatto che vengono segnalati un vino del sud ed uno del nord, l’annata di entrambi, addirittura 2008, che sfata una volta per tutte la leggenda metropolitana che i bianchi italiani non reggano all’invecchiamento. Come rosato il pugliese Furia di Calafuria 2020 Tormaresca. Tra le bollicine premiato l’Alta Langa Zero 140 Riserva 2008 Enrico Serafino. Il vino dolce è un unicum, il Vecchio Samperi Marco de Bartoli Perpetuo Quarantennale Marco de Bartoli, un Marsala incredibile, rarissimo, questo sì assai costoso, ma d’altronde il numero di bottiglie risulta veramente esiguo essendo stato recuperato da alcune botti “dimenticate“ in cantina per 40 anni. La presentazione della guida è stata anche l’occasione per assistere ad interessanti degustazioni a tema che hanno una volta di più dimostrato il valore delle scelte, da parte del team di Sommellier di Daniele Cernilli: il suo vice Riccardo Viscardi, un trio di donne autentici pilastri della guida, Stefania Vinciguerra, Iolanda Maggio, Stefania Serra per proseguire con Antonella Amodio, Dario Cappelloni e tutti gli altri tra cui Sissi Baratella, grande esperta di Veneto e delle bollicine. Con lei, in particolare, abbiamo seguito delle masterclass sull’Amarone, sulle bollicine Oltrepò e Trento doc con qualche sconfinamento in Alta Langa e in Emilia ed infine una sulla Franciacorta. Col già citato Riccardo Viscardi e Federico Latteri, invece, ci siamo deliziati a intraprendere un viaggio intorno all’Etna con delle scoperte sorprendenti. Dei tantissimi eccellenti vini testati ci soffermiamo sopratutto su alcuni per noi molto significativi. Il già citato Alta Langa Zero 140 di Enrico Serafino, un vero fuoriclasse, 140 mesi sui lieviti, con profilo olfattivo assai complesso, con note di fiori di gelsomino, pera Williams, pietra focaia, mandorla fresca e susina gialla, cremoso, pieno, composto, raffinato. Il Lini 910 In Correggio Rosso Millesimato 2010, da vecchie vigne di lambrusco salamino, metodo classico, 120 mesi sui lieviti, al naso profuma di lamponi, visciole, corteccia e humus, fruttato ed estremamente lungo. Quella che forse è stata la sorpresa assoluta il Planeta Riesling Eruzione 1614 2018, un incredibile nettare che pur nato sull’Etna potrebbe essere scambiato, in una degustazione alla cieca, con i suoi omologhi di Alsazia e Mosella. Coltivato ad 850 metri di altitudine, nella zona più fredda del vulcano, sa di idrocarburo, pompelmo, zenzero e agrumi canditi. Veramente indimenticabile nella sua originalità. L’Etna Bianco Millemetri 2016 di Feudo Cavaliere, con naso elegante di fiori di ginestra, erbe mediterranee, idrocarburi, agrumi e pietra focaia, salino, fresco e lunghissimo. Faro Palari 2016, vino di antichissima origine, recuperato da Salvatore Geraci e portato ai vertici non solo in Italia. Spezie orientali, cassis, amarena, tabacco, cannella, pepe, confettura di fragola e vaniglia sono i sentori di un vino complesso, unico nel suo genere. Tra gli Amarone, tutti menzionabili per il grande livello, citeremo Secondo Marco Fumetto Riserva 2008, dalla originale bottiglia stampata come un fumetto (6), con i principali avvenimenti del 2008, internazionali e aziendali, come appunto la nascita di questo capolavoro. Al naso parte dalla rosa canina, per poi proseguire pepato, balsamico e infine agrumato, con scorza candita che chiude con cioccolato fondente.

Una due giorni eccezionale che ha deliziato tutti i presenti e che non vediamo già l’ora di replicare tra 12 mesi.

 

Ron Millonario

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