17ott 2022
Milano - Flores Cocteles lancia le One Night
Le serate coi maggiori esperti del bere miscelato

Grandi novità al Flores, l’elegante e raffinato cocktail bar, costola del ristorante argentino con spettacolo di tango El Porteno Prohibido situato a Milano in via Melloni 9. Le One Night sono serate speciali evento in cui alcuni dei maggiori alfieri della mixology italiana, da sempre leader nei migliori bar mondiali, come testimoniato costantemente dalla classifica dei World 50 Bars dove primeggiano Bartender della scuola del Belpaese, spiegheranno la nascita di alcune delle preparazioni classiche Iba (International Bartenders Association). Le prime due “Night“ hanno visto protagonisti il Negroni, con il massimo esperto mondiale Luca Picchi (1) e lo Spritz con Roberto Pellegrini, anima dei più importanti cocktail bar veneziani, nonché papà della grande campionessa di nuoto Federica Pellegrini. Picchi, autore del libro Negroni Cocktail una Leggenda Italiana, e dietro al banco, prima del Caffè Rivoire 1872 in piazza della Signoria e poi al Caffè Gilli 1872, due autentiche istituzioni fiorentine, ha tenuto una lezione sulla storia del cocktail (2) che ultimamente è diventato il più popolare al mondo (3). Innanzitutto ha una particolarità, quella di essere stato creato da un cliente e non da un bartender. Nato tra il 1918 e il 1919 nella ex Drogheria Casoni di via de’ Tornabuoni, ormai scomparsa, deve la sua nascita al Conte Camillo Negroni, “gran bevitore che chiese al ragazzo di bottega Fosco Scarselli, di irrobustire il suo Americano con il gin per alzare il grado alcolico senza variarne il colore e donando una nota di profumo in più“ - come ci ha detto Luca Picchi. Nella intrigante serata, impreziosita dal bellissimo ambiente del Flores è stato proposto il Negroni sodato tailor made, un twist ed un inedito, sempre partendo dal classico che prevede, in dosi uguali, gin, bitter e vermouth rosso, dando quell’inconfondibile gusto amaricante che piace così tanto, accentuato dalla decorazione con la fetta d’arancia. Nel secondo appuntamento, dedicato allo Spritz, Roberto Pellegrini (4), per anni barman all’Hotel Danieli, al Caffè Florian e all’Hotel Gritti, il gotha dei cocktail bar della città lagunare, ha raccontato la vera storia del drink (5 - 6), epurandola dai falsi miti, come quello che fu inventato dagli austriaci. Pellegrini ha detto che, semplicemente, “l’ombra, come viene chiamato il bicchiere di vino bianco bevuto nei bacari veneziani, man mano ha visto dapprima l’inserimento della scorza di limone, che ingentiliva il gusto del fiato dei bevitori ad uso e consumo delle mogli che aspettavano a casa i mariti pronte a misurare il tenore alcolico degli stessi, e poi con l’utilizzo di una base alcolica che accompagna il Prosecco“. Le componenti variabili possono essere l’Aperol, il Bitter Campari o il Select, prodotti che hanno da poco festeggiato i cento anni dalla nascita, anche se ci è stata proposta una assai interessante versione col Cynar da parte del bartender.  “Un ulteriore motivo di successo dello Spritz è dovuto alle sue tonalità cromatiche, in quanto ricorda un tramonto, mentre si sorseggia con vista sul canal grande“ - ci ha confessato Pellegrini. Due serate che fanno da apripista ad ulteriori incontri imperdibili come questi due cui abbiamo assistito. 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...