Letture sorprendenti: “Allarme, ai pirati!”
La "Storia generale dei pirati" per chi ama il brivido...

Mai urlo fu più agghiacciante nei secoli: “ai pirati!” (1) tanto bastava per scatenare il panico da est ad ovest, dal grande nord fino al sud remoto. Di tale fantastica epopea o meglio delle sue mille vicende, narra il libro (2) più datato sull’argomento che fu mai scritto, "Storia generale dei pirati" di Charles Johnson (autore su cui non si sa ancora nulla) pubblicato dall'editore veneto Nutrimenti: questa “storia generale” appunto, che si dice (come ogni cosa che avvolge questo argomento misterioso) trovare origine nei bei tempi andati, esattamente essere datato fin dal 1742 per mano del suo non meglio identificato e misterioso autore.

E non solo di enigma qui si parla, anzi di fascinoso e discreto mix storico, sia nella vita quotidiana, sia nelle gesta di questi signori della guerra "da corsa” da qui battezzati corsari prima e pirati poi. All’ombra delle diverse bandiere dei loro protettori spesso in guerra gli uni con gli altri, salvo allearsi e tornare ancora a combattersi, sempre così simili nelle reciproche voglie di ruberia e pur tuttavia non senza una qual specie di etica, per così dire, nel rispetto delle tradizioni, almeno finché convenga, ovviamente…

Volume interessante dagli spunti più disparati e non solo per le storie piratesche proposte; così colpiscono i ritratti geofisici di alcune isole sperdute del Pacifico come pure del Brasile, con dettagliate variopinte descrizioni di usi, costumi, piante, animali e molto altro. Oppure le gesta dei capi pirati e - par condicio - delle prime “piratesse” in quota rosa ante litteram!

Abbiamo, infine, trovato assai gustose le indicazioni storiche sui processi, mandati, contratti ed estratti di leggi dell’epoca che contribuiscono a dar ulteriore affresco ad un periodo - quello della pirateria - che appare non ancora concluso in alcune parti del mondo anche attuale ed in modo spesso purtroppo anche cruento.

Meglio allora far sventolare dai bimbi il famoso vessillo, il celeberrimo “Jolly Roger” simbolo evidente ed inequivocabile di terrore (3) che lasciamo volentieri ai loro giochi e non, come ostentato da qualche navigante, issato a bordo come segnale di indubbio cattivo gusto, peraltro vietato anche dal codice della navigazione… ma questa (la maleducazione e la stupidità) è un'altra storia e per scriverla non basterebbe certo un volume, bensì un’enciclopedia!

 

Altre info:

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...