29nov 2021
Intervista a Cristiano Navalesi di Antico Vinaio, Cernusco sul Naviglio (Mi)
Vincitore del Leccio d’Oro a Benvenuto Brunello

L’amore per il Brunello non ha confini. Questo lo sappiamo bene, visto che è apprezzato in tutto il mondo. Ma suscita comunque ammirazione il fatto che il prestigioso Leccio d’Oro di Benvenuto Brunello per il settore enoteche è andato ad Antico Vinaio, in un luogo assai lontano dalla cittadina toscana.

Antico Vinaio, situato in Via, Carolina Balconi 25/b a Cernusco sul Naviglio (Mi), è la creatura di Cristiano Navalesi (1), origini toscane, una passione smisurata per il vino.

Dopo aver lavorato nella sua terra, dieci anni fa, seguendo il cuore, si è trasferito al Nord ed ha aperto proprio a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, dando alla zona, quell’enoteca (2 - 3), meglio, quella “casa del vino”, che mancava. Immancabile per l’attenta selezione di vini (4), dove hanno ruolo da protagoniste la Toscana (5) e soprattutto Montalcino, territorio profondamente amato da Cristiano. Navalesi ci ha concesso in esclusiva un’intervista dove ci racconta la sua personale filosofia foriera dell’autorevole riconoscimento (6).

 

FMM: Cristiano Navalesi premiato con il Leccio d’Oro come migliore enoteca nazionale. Complimenti, un bel traguardo! Immagino la grande emozione a stare sul palco con tanti nomi prestigiosi del mondo dell’enologia e della cucina, a partire da Carlo Cracco che ha curato il menu per la serata di gala e i premiati Enrico Bartolini e Massimiliano Alajmo.

CRISTIANO NAVALESI: L’emozione è stata veramente tantissima, è stata la giornata più emozionante lavorativamente parlando e non solo, un ringraziamento particolare va al consorzio del Brunello di Montalcino per l’organizzazione e il lavoro che sta facendo per portate il Brunello dove è giusto che stia, insieme ai grandi del mondo. Ovviamente l’unicità di Montalcino conta eccome: dà delle sfumature molto particolari e i produttori contano ancora di più, perché interpretano questo territorio in maniera magistrale, con tanta passione, lavoro e storia.

 

FMM: cosa ne pensi del mercato italiano e internazionale del vino dopo la pandemia? I segnali positivi mi pare che ci siano.

CRISTIANO NAVALESI: Dopo la pandemia il mercato del vino, soprattutto di qualità, è salito tantissimo, si vede che le persone stando a casa hanno capito, studiato e soprattutto si sono appassionate molto al bere di qualità; la ripresa sui vini di fascia medio alta è in netta crescita, la richiesta è sempre alta e Montalcino con i suoi grandi vini guadagna una bella fetta di mercato, nazionale e internazionale.

 

FMM: Quante referenze tieni di Brunello nella tua enoteca?

CRISTIANO NAVALESI: Nella mia piccola nicchia conto 60 produttori e circa 120 etichette.

 

FMM: Sappiamo che hai lasciato la Toscana “per amore“. Nobilissima motivazione che ti ha permesso di coltivare fuori regione l’ “altro amore“, quello per il vino di qualità.

CRISTIANO NAVALESI: È stato un lavoro che ovviamente richiede del tempo, però ad oggi, devo dire che sono soddisfatto: il mio cliente, mediamente, si lascia quasi sempre guidare e indirizzare dal sottoscritto e questo mi riempie di orgoglio perché significa che qualcosa di buono lo stiamo facendo. Ultimamente, poi, è salita anche la spesa media della bottiglia, fortunatamente.

                                                                          

FMM: Siamo vicini alle feste e certamente il Brunello sarà in cima ai regali da fare e da ricevere. Un tuo personale abbinamento culinario?

CRISTIANO NAVALESI: Assolutamente si, nelle feste di Natale il brunello di Montalcino la fa sempre da padrone. Così anche nella mia enoteca: ho sempre, infatti, creduto in questo meraviglioso territorio. L’abbinamento che, essendo toscano, mi sento di suggerire è la Ciccia bona e brunello! Certamente il brunello sta benissimo con tutti i nostri grandi piatti di cacciagione, compresa quella di piuma ma anche da solo non è da meno da quanto l’è bono! 

 

Come non essere d’accordo?

 

1

2

3

4

5

6

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Non vi è mai capitato di buttare l’occhio nel carrello della spesa di chi vi passa accanto il sabato pomeriggio (1) o di osservare i prodotti scorrere sul nastro di chi vi precede alla cassa? Ebbene sì! La nostra shopping experience al supermercato racconta molto di noi. Io mi pongo sempre le stesse domande: le persone sono realmente consapevoli di ciò che comprano? Da dove arriva quella carne? Quanti di loro dedicano qualche minuto alla lettura (se pur non così ovvia) delle etichette? I mandarini proposti a metà prezzo sono realmente gradevoli al palato? E’ giusto...