15ott 2020
Flow(ers) di Francesco Dolfo
I papaveri islandesi

Avete mai sentito parlare di papaveri islandesi di carta? Ebbene, sono splendidi fiori in cartapesta normalmente usati come decoro, centrotavola o come cadeau romantico.

Oggetti apparentemente semplici ma pregni di significato che il fotografo friulano Francesco Dolfo ha immortalato in un progetto fotografico dal nome Flow(ers) durante il famigerato lockdown (1 - 2). C'è chi si è dedicato anima e corpo alla cucina, chi alla pittura, chi alla lettura o a quell'hobby dimenticato da tempo, Dolfo invece ha tradotto la forzata intimità casalinga in un'eloquente parafrasi floreale, un “semplice” fiore in qualcosa di prezioso e raro (3). Attraverso il suo "punta di vista" artistico in diverse sessioni notturne nello studio casalingo milanese, è stata messa in risalto l'essenza dei fiori dall'oscurità dello sfondo, complici le pennellate di luce: minimali, ma fondamentali per esaltare i colori vividi, le pieghe e la trama organica. Un intimo fermo immagine dell’unicità della vita di questi fiori (3 - 4). “Amo l'atmosfera sospesa nel tempo di queste immagini, la sensazione che i papaveri possano svanire da un momento all'altro e tornare alla dimensione intima dello sfondo, e il fatto che ciò che prevale alla fine è la volontà di emergere dalla penombra, per persistere e brillare” - commenta Francesco Dolfo.

Attraverso la rinomata galleria d’arte virtuale Saatchi art è possibile acquistare le opere in limited edition di 10 o 25 pezzi oppure le stampe in due differenti dimensioni (A4 o A3+). Considerando una piccola ulteriore spesa è possibile scegliere direttamente una cornice (nera, bianca o in legno naturale) per rendere l’acquisto completo e pronto per essere regalato (5).

 

Info e acquisti degli scatti:

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...