03dic 2021
Décor - Sunset, la nuova linea di arredi by Marioni
Un respiro retrò che guarda al futuro

Una collezione di rara bellezza, elegante, originale, che guarda ai magnifici anni ’40 pur consapevole di un gusto contemporaneo e di un futuro prossimo molto particolari. La nuova linea di arredi SUNSET (1) by MARIONI è stata presentata il 1 dicembre scorso presso l'esclusivo spazio di interior design LA DATINA a Firenze. Librerie, consolle, tavolini da salotto, coffe table e lampade da terra disegnati da Pierangelo Orecchioni (2 - Primo da Sx) che rimandano a Gio Ponti, ma anche, perché no, a Sottsass e a Mendini. L'idea nasce dall'accostamento di moduli decorativi ceramici montati con una logica ripetitiva su di un telaio in metallo prezioso. Il contrasto tra la satinatura dell'ottone e la lucentezza delle piastrelle rende piacevolmente armonico questo prodotto. Ed ecco la libreria con struttura in ottone (3), appunto, arricchito da elementi decorativi in ceramica smaltata colorati a seconda della volontà del committente così come le dimensioni della libreria stessa, a richiesta custom made.

Di uguale fascino i vari corpi illuminanti (4) dove le forme sferiche, alias globi perfetti tipici degli anni di Judy Garland, Ava Gardner o Rita Hayworth, paiono quasi sospesi nel loro essere lievemente chic. 

E poi il sublime tavolino quadrato (5) per un living che vuole distinguersi. Ritornano ancora i riflessi dorati dell’ottone, qui abbinato al piano in cristallo extra chiaro e sul fondo in specchio bronzato; il basamento è in legno laccato nero. La ricercatezza dei materiali e il profondo savoir faire artigianale si palesano in un tripudio di seducente equilibrio.

Ed ecco che infine la domanda sorge spontanea: la storia si ripete? Forse, quello spirito d’autrefois oggi ci pervade di nuovo, e in modo favorevole. La casa ringrazia.

 

La collezione Sunset è visibile presso lo show room La Datina in Borgo Ognissanti 56r fino al 31 dicembre.

 

Altre info:

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Il re è morto, viva il re, si gridava anticamente in occasione della sepoltura di un sovrano e per festeggiare la nomina del nuovo; così parafrasandolo potremmo dire oggi "l'anno vecchio è morto viva il nuovo anno" (1 - 2). Ma sarà veramente così? Sapremo vincere la sfida, pandemica (3) e non, che ci attende anzi che incombe su tutti noi? E ancora, riusciremo a superare quel malessere, non più tenue ormai, anzi imminente e immanente? Tutta una serie di domande che si affacciano, consapevolmente o meno, alla nostra mente e ci rendono se non inquieti, certamente preo...