20apr 2022
Vinitaly appena trascorso: dall’Alto Adige verso la Toscana
Cronaca di una giornata molto più che spumeggiante

Avevamo tutti voglia di Vinitaly e Vinitaly ci ha accontentato con un tripudio di vini, storie, brindisi e tanta tanta qualità (1).

Raccontare tutto è impossibile ma ecco sette-tappe-sette che ci hanno emozionato: un viaggio nel bicchiere, dalle Alpi alla nostra Toscana.

La prima sosta è stata Cantina Kaltern un’azienda dinamica che non si ferma mai: accanto ai Quintessenz, i cinque vini top della Cantina che si identifica nel bellissimo Lago di Caldaro, il kellermeister Andrea Moser non smette di sperimentare e così abbiamo assaggiato alcuni dei suoi XXX (2), mini produzioni il cui filo conduttore è nascosto nel nome stesso: eXplorer, eXperiment, eXclusive… C’era Cabarone, un Cabernet vinificato dopo un appassimento a freddo, il Le Petit Prince espressione di Petit Manseng e poi un delicato rosé, Tabù!? Creatività, tensione qualitativa e un pizzico di ironia, che ti portano dritti nel futuro!

A proposito di futuro, abbiamo assaggiato anche il debutto, o meglio la “rinascita” di Cembra, Cantina di Montagna (3), una cooperativa storica che rappresenta una delle valli vitate più spettacolari delle dolomiti: viti fino a 900 metri di altitudine e oltre 700 km di muretti a secco che ricamano un giardino di vigneti. Ne nascono oggi 4 vini nuovi, tutti monovitigno: Müller Thurgau, vitigno identitario della valle e poi Chardonnay, Riesling e Pinot Nero e la nuova versione Riserva Pas Dosé Millesimato del TrentoDoc Oro Rosso.

Tappa in Veneto per un abbinamento gourmet. Siamo da Sartori di Verona una delle più antiche realtà della Valpolicella e l’unica che porta nel marchio la statua di Cangrande della Scala, simbolo della città di Verona. Qui il Regolo Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC 2019 (4) si degusta accanto alla mitica carbonara di Pipero (5). Una accoppiata vincente che ha riscosso un grande successo nel piatto e nel bicchiere.

Ma il tempo stringe e la strada è lunga: in Oltrepò Pavese, ci regaliamo un calice di Cépage di Conte Vistarino. Bollicine di Pinot Nero, oggi in versione Pas Dosé e con un vestito nuovo! Elegante dentro e fuori.

Corriamo in Piemonte dove ci aspetta uno dei nomi storici delle Langhe: Pio Cesare. Ad accoglierci il sorriso di Federica Boffa, quinta generazione della famiglia. L’annata 2018 è protagonista dello stand e Barolo Pio con la sua classicità ci conquista per la struttura importante, la complessità aromatica, bilanciata da tannini netti e vellutati.

Dopo la potenza del Nebbiolo abbiamo bisogno di un po’ di delicatezza e così ci fermiamo da Lvnae, in Liguria. Qui in uno stand rigoroso e poetico come i vini che rappresenta, ci fermiamo ad assaggiare Etichetta Nera 2021. La nuova annata di questo grande interprete della denominazione Colli di Luni Vermentino DOC, è un bianco fresco e affilato con note salmastre e di macchia mediterranea. Fa venire voglia di mare. E finalmente arriviamo in Toscana, nel mitico Padiglione 9… Ci accoglie un’azienda simbolo: Ricasoli. La novità del Vinitaly oltre alle nuove annate dei cru di Sangiovese Ceni Primo, Colledilà e Roncicone, è uno storico-nuovo vino di terroir: Casalferro 2018, un merlot in purezza che dialoga con il territorio e parla la lingua della sua terra e anche quella della sostenibilità. La sua carta velina infatti è realizzata a mano e al suo interno sono stati inseriti frammenti di tralci di vite di merlot provenienti dai tre vigneti dedicati. 

Che dire, poteva andare forse meglio di così?

Appuntamento (bicchiere alla mano) al prossimo anno (02-05 Aprile 2023)!

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Photo Credits

Photo 1 : Gianluca Moreschi

SPUNTI DI VISTA

EDITO

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