05dic 2021
Toscana - Torre a Cona: lodi al “Terre di Cino” Riserva
Un “signor” vino segno della propria identità territoriale

Di Torre a Cona e dei suoi gioiello di bacco, ne abbiamo già parlato in più occasioni (vedi QUI). Dalla splendida villa settecentesca cuore dell’ospitalità chic e confortevole sita sulle prime colline di Firenze, fino al coté ristorativo del complesso, l’osteria che porta la firma degli chef Maria Probst e Cristian Santandrea. E poi i nettari dalla forte personalità che conquistano, più spesso che mai, al primo sorso.

Parlando proprio di queste eccellenze al calice, l’azienda si è nuovamente superata con l’annata 2018 “Terre di Cino”, l’elegante Sangiovese  (1) della Tenuta Torre a Cona rinato in veste di Chianti Colli Fiorentini Riserva DOCG. Superbo, di carattere ma anche raffinato e di facile beva (2). Asciutto e armonico al palato, si presenta avvolto da morbide note floreali, dove ben si distingue la violetta, tannini setosi e una lunghezza gustativa di tutto rispetto. Assaporarlo è un autentico coup de foudre: “Terre di Cino rappresenta insieme a Badia a Corte, la più alta espressione del nostro Sangiovese e ci sembrava doveroso che entrambi questi cru potessero contribuire, ognuno con la sua voce, al gradino più alto della nostra denominazione” - spiega il proprietario Niccolò Rossi di Montelera, sottolineandone la coesione con il territorio e l’impegno dell’azienda nel dare voce alla DOCG attraverso i suoi vini più riusciti. Terre di Cino viene prodotto dal 2001 solo nelle annate migliori e fino ad oggi si è presentato sul mercato come IGT Toscana. Sin dall’inizio della sua storia ha interpretato il carattere di una singola parcella all’interno dello storico vigneto Mulino a Vento. La piccola vigna si trova a circa 420 m slm, si estende per 2,5 ha con esposizione sud-ovest, gode di giorni ben soleggiati e notti molto fresche e offre alle viti un suolo ideale: franco argilloso, con uno scheletro importante di alberese e rocce. Nell’annata 2018 l’uva è stata raccolta nei primi giorni di settembre dopo una stagione estiva molto calda (ma a Torre a Cona le viti non soffrono la temperatura) e vinificata in acciaio. La lenta maturazione nelle botti grandi di rovere di Slavonia da 25 hl si è prolungata per 24 mesi e, a seguire, il vino è stato in bottiglia ad affinare per ulteriori 12 mesi. 

Prodotto in 3000 bottiglie è già sul mercato (3): questo grande vino rosso merita di trionfare sulle prossime tavole natalizie, magari con il classico cotechino e lenticchie o con un polpettone in crosta (4). 

 

Altre info:

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Il re è morto, viva il re, si gridava anticamente in occasione della sepoltura di un sovrano e per festeggiare la nomina del nuovo; così parafrasandolo potremmo dire oggi "l'anno vecchio è morto viva il nuovo anno" (1 - 2). Ma sarà veramente così? Sapremo vincere la sfida, pandemica (3) e non, che ci attende anzi che incombe su tutti noi? E ancora, riusciremo a superare quel malessere, non più tenue ormai, anzi imminente e immanente? Tutta una serie di domande che si affacciano, consapevolmente o meno, alla nostra mente e ci rendono se non inquieti, certamente preo...