17feb 2022
Toscana - L’enoturismo parte dal Consorzio Chianti Colli Fiorentini
Firmato il protocollo d’intensa con 16 comuni

La zona è quella delle dolci colline che racchiudono Firenze: un’area “apprezzata, premiata e attrattiva”, così definita dal Presidente della regione Toscana Eugenio Giani in occasione dell’odierna conferenza stampa che ha suggellato l’ufficializzazione del Protocollo di intesa tra il Consorzio Chianti Colli Fiorentini e le Amministrazioni Comunali del comprensorio fiorentino (1 - 2).

Una “firma” storica, sancita a Palazzo Strozzi Sacrati, certamente un connubio forte tra il Consorzio appunto e i Comuni che operano nell’area del bacino delle colline fiorentine (3). L’obiettivo? La leva rappresentata da questi splendidi nettari (4) per rilanciare e valorizzare, di più e meglio, il territorio che li produce ma non solo, passando per il turismo, in particolare con la messa a punto del “Progetto del Parco Cicloturismo del Chianti Colli Fiorentini”. E ancora… l’agricoltura, la cultura, l’enogastronomia, il paesaggio etc. 

Un autorevole segnale di ripartenza a riprova che il legame tra territorio e amministrazione può essere la chiave per un sviluppo intelligente e sostenibile che trova la propria ragion d’essere nell’identità di un prodotto simbolo e di qualità come il Chianti dei Colli fiorentini. A tal proposito il Presidente del Consorzio Marco Ferretti ha sottolineato: “Avere al nostro fianco una controparte così importante come le Amministrazioni comunali, con cui lavorare in sinergia, è un fattore primario per le nostre attività. Sarà così possibile implementare tanti progetti che un imprenditore agricolo potrebbe, invece, avere difficoltà a portare a termine da solo”.

I Comuni firmatari sono: Firenze, Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Certaldo, Fiesole, Figline ed Incisa Val d'Arno, Impruneta, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull'Arno, San Casciano Val di Pesa, Scandicci.

“In Toscana non si vende solo un prodotto ma un territorio, elemento di attrattività unico e lo dimostra il fatto che l’enoturismo sia diventato importante almeno quanto il turismo tradizionale” - ha dichiarato Stefania Saccardi (5), vicepresidente e assessora all’agroalimentare.

Non possiamo che essere pienamente d'accordo...

1

2

3

4

5

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...