06feb 2024
Torino, Castello di Rivoli: Programma 2024
A darne voce il nuovo Direttore, Francesco Manacorda

Di Patrizia Pallottino. 

Nato a Napoli, classe 1974 laureato in Scienze Umanistiche ha nel tempo consolidato esperienze internazionali nel mondo dell’arte tra docenza (presso il dipartimento Curating Contemporary Art del Royal College of Art di Londra), direzione artistica di fiere (dal 2010 al 2012 Artissima) e di curatore presso la Barbican Art Gallery di Londra, co-curatore di biennali come quella di Liverpool e di Taipei… solo per citare qualche esempio. Ecco chi è Francesco Manacorda (1) che ha dal primo gennaio 2024 ha assunto l’incarico di Direttore, succedendo a Carolyn Christo-Bakargiev, per guidare il Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea (2).

“La missione principale di un museo di arte contemporanea è quella di ‘incastonare’ l’arte nella società civile, rendendola visibile, rilevante e significativa.” – afferma Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea – “In questo processo, il Museo deve costruirsi attorno una crescente comunità di persone che comprendano, interpretino e partecipino alle innovazioni artistiche. Il punto centrale di questa vocazione civica risiede nella modalità in cui il museo valida, ovvero dà forza e valore all’arte contemporanea, e nel suo dovere di abilitare il pubblico all’esperienza intellettuale ed emotiva di tale validazione. Il Museo ha chiari doveri verso il pubblico, gli artisti e la cultura di cui è strumento. Per il pubblico, il Museo deve essere una piattaforma in cui, attraverso la cultura, mette i suoi partecipanti in condizione di decodificare il mondo che li circonda. Nei confronti degli artisti, deve amplificare la loro voce e permettere loro di rappresentare i temi per loro più urgenti. In relazione alla cultura, il Museo ha il compito di far dialogare civiltà lontane e continuare ad arricchire il patrimonio artistico della sua comunità”. 

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (3) ha sede nella residenza sabauda del castello di Rivoli, vicino a Torino. L’edificio, incompiuto, è di interesse storico e Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e ospita al suo interno una delle più significative collezioni in Italia di arte contemporanea di 200 artisti come Penone, Fabro, Calzolari, Pistoletto, Zorio, Kosuth, Fontana, Iodice. Merz… Grazie alla guida lungimirante del suo nuovo Direttore potrà segnare altri traguardi nel solco della cultura e dell’amore per l’arte. 

Programma espositivo 2024
La nuova stagione espositiva del Castello di Rivoli prenderà avvio il 20 aprile con l’inaugurazione della prima retrospettiva in un’istituzione museale italiana dedicata a Rossella Biscotti (Molfetta, 1978), le cui opere (4) investigano le nozioni oggi sempre più cruciali di memoria, identità e il ruolo del documento e del gesto performato nella definizione di cultura, storia e società. Costruite intorno a stratificazioni di materiali e significati, le opere nascono da lunghi periodi di indagine volti a far emergere le delicate strutture di potere che condizionano le libertà dell’individuo. La mostra, a cura di Marianna Vecellio, comprenderà un corpus di opere che illustrano i passaggi tra dimensione privata e pubblica, passato e presente, storia minore e documento, società e ambiente. Concepita come una vera e propria mostra vivente, il progetto culminerà con una nuova produzione che prenderà vita nel corso della mostra. 
Organizzata dal Centro di Ricerca Castello di Rivoli, la mostra Paolo Pellion di Persano. La semplice storia di un fotografo, a cura di Marcella Beccaria e Andrea Viliani, valorizza la donazione avvenuta nel 2023 al CRRI da parte degli eredi dell’Archivio del fotografo, inclusivo di oltre 44.000 fotogrammi. Per la prima volta, la mostra riunisce un grande corpus di fotografie dell’autore (5), inclusi molti inediti, restituendo uno straordinario racconto nel quale la vitalità artistica di Torino e del suo territorio è protagonista. Il progetto è vincitore del Bando Strategia Fotografia 2023, della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La mostra avviene in sinergia con il nuovo Festival della fotografia EXPOSED, di cui è parte della programmazione ufficiale.
Altro progetto che avviene nella cornice di EXPOSED è quello che parte dalla Collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, fulcro di un’offerta espositiva che osserva la fotografia da tre angolature speciali: la prima è rappresentata al Castello di Rivoli con la mostra Expanded With a cura di Marcella Beccaria; la seconda ha sede in OGR Torino con Expanded Without, frutto di una collaborazione tra Castello di Rivoli, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e OGR Torino; infine il terzo elemento vedrà alla GAM Expanded - I Paesaggi dell'arte a cura di Elena Volpato.
Nei mesi di febbraio e marzo prenderà vita Nature vibranti. Sul residuo e la rinascita, un programma trans-disciplinare sviluppato da Almanac Inn, Castello di Rivoli e Orti Generali, a cura di Marianna Vecellio e Guido Santandrea con il sostegno di Compagnia di San Paolo. Nature vibranti promuove l’incontro tra approcci e prospettive differenti all’insegna dell’inclusione di tutte le specie e forme di vita tramite un programma di laboratori, passeggiate, performance, talk, reading poetici e installazioni. 
L’autunno sarà caratterizzato da vari progetti intorno ai 40 anni del Museo pensati per rimanere una sorpresa, incluso un nuovo allestimento della collezione del Museo. Inoltre, per la prima volta verrà presentata nella Sala 18 del Castello, a cura di Marcella Beccaria, la monumentale installazione Shade Between Rings of Air (Ombra tra anelli d’aria), 2003, di Gabriel Orozco (Xalapa, Messico, 1962). Inizialmente realizzata in occasione della Biennale di Venezia del 2003 e ispirata al lavoro del noto architetto Carlo Scarpa, l’opera entra a far parte delle Collezioni del Castello di Rivoli grazie a una generosa donazione dell’artista (6).
Debutterà a fine ottobre, in concomitanza con l’inaugurazione di Artissima, il primo grande progetto espositivo curato da Francesco Manacorda, Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura. La mostra coinvolge artisti che sin dagli anni sessanta hanno lavorato sulla questione ecologica e sul nostro rapporto con l’ambiente, per giungere alla crisi climatica attuale e agli sviluppi teorici intorno all’antropocene. L’elemento centrale del progetto mette in luce il rapporto di vera e propria collaborazione creativa con il non-umano da parte di artisti, a cominciare da Giuseppe Penone, di generazioni e culture diverse. Il tema della mostra invita a riconsiderare la falsa divisione tra natura e cultura attraverso una ricerca che coinvolge anche scienziati, biologi, designer e architetti.

 

Altre info:

 

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