21set 2022
Siena - L’Arte Senese in mostra a Santa Maria della scala
Dal tardo Medioevo al Novecento

Arte Senese, dal tardo Medioevo al Novecento - “Un titolo importante che racchiude l’idea di una grandezza, di una vivacità che non è mai finita, socialmente e antropologicamente specchio di una persistenza della memoria che altro non è se non la metafora di chi siamo e di dove vogliamo andare”, così il sindaco di Siena Luigi De Mossi ha inaugurato, in occasione del vernissage per la stampa e opinion leader, la sontuosa e magnifica mostra che illustra la storia dell’arte senese dal tardo Medioevo al Novecento (1). In scena a Santa Maria della Scala nella città del Palio fino all’8 gennaio 2023, riunisce autentici capolavori (2 - 3) conservati nelle collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena: maestri come Pietro Lorenzetti, Tino di Camaino, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Domenico Beccafumi, Bernardino Mei, Cesare Maccari e Fulvio Corsini e ancora dipinti, sculture e arredi, per lo più di scuola senese dal XIV al XIX secolo, non senza interessanti incursioni sul Novecento italiano, si prestano a una visita da fare in totale abbandono per godere ogni dettaglio, ogni respiro di questo percorso espositivo ricco ed emozionante (4). Sì, perché le meraviglie si susseguono (5) senza sosta in un viaggio che regala stupore a ogni passo, a ogni sguardo, così l’incanto arriva da subito con due rarissimi dipinti duecenteschi della raccolta Chigi Saracini una delle collezioni private più famose d’Italia: la Madonna col Bambino e santi del Maestro di Tressa e il Christus Triumphans di Margarito d’Arezzo. Saltando alla prima metà del Quattrocento, dominano le testimonianze di Stefano di Giovanni detto il Sassetta: il primo pittore senese che seppe confrontarsi col mondo nuovo e prospettico di Masaccio e Donatello, pur conservando tutta la preziosità del Gotico senese. La fiabesca Adorazione dei Magi e i tre frammenti superstiti di una colossale croce dipinta nel 1433 per la chiesa di San Martino. O il rude, ma tenero, Sant’Antonio Abate, proveniente da un polittico in cui stava pure un San Nicola finito al Musée du Louvre di Parigi. Un breve ma invitante assaggio di cosa trovare in mostra, per non parlare di alcune delle altre stanze dove si possono ammirare opere di una generazione di pittori vissuti a cavallo fra il XVI e il XVII secolo come l’estroso Francesco Vanni abbagliato dai colori di Federico Barocci, e poi, ormai nel secolo successivo, Rutilio Manetti e Francesco Rustici che accolsero e divulgarono la lezione del naturale di Caravaggio e alcuni dipinti di grande formato e qualità di Bernardino Mei, Raffaello Vanni e Domenico Manetti provenienti da eminenti collezioni e cicli senesi del tempo, o come le Quattro stagioni che il bolognese Antonio Ugolini destinò a una villa dei dintorni di Siena.

Una mostra generosa (6) e di straordinario spessore da non perdere.

 

Prodotta dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, dal Comune di Siena e dalla Fondazione “Antico Ospedale Santa Maria della Scala” con il progetto scientifico e l’organizzazione a cura di Vernice Progetti Culturali-Impresa Sociale, la mostra verrà realizzata da Opera Laboratori con un allestimento sostenibile orientato su materiali e tecniche che limitano al massimo l’impatto sull’ambiente. 

 

ARTE SENESE DAL TARDO MEDIOEVO AL NOVECENTO NELLE COLLEZIONI DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA 

Siena , Complesso museale Santa Maria della Scala 

15 settembre 2022 – 8 gennaio 2023

La mostra segue gli orari di apertura del Complesso museale Santa Maria della Scala

A cura di

Laura Bonelli

 

Altre info: 

 

 

 

 

Telefono : 0577.286300

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Photo Credits

Photo 1 : gianfranco gori
Photo 2 : gianfranco gori
Photo 3 : gianfranco gori

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...