05dic 2018
Primitivo Dolce Naturale, rosso perfetto con il il cioccolato fondente

Cioccolato fondente che passione! Cresce il consumo dell'oro nero fondente in Italia tanto che fa pari (50%) con il classico al latte. Ottimi gli abbinamenti con i distillati o gli after dinner: in testa l'accoppiata caraibica con i rum, meglio se invecchiati oltre i 5 anni. Ma anche un buon scotch o un bicchiere di cognac (così come l'armagnac) si sposano perfettamente con i sentori di una tavoletta fondente con una percentuale minima di cacao del 70%. Ma se proprio non si avesse voglia di superalcolici? Ecco che anche un vino come il Primitivo Dolce Naturale, la prima Docg riconosciuta in Puglia (2011), raggiunge il clou proprio con il cioccolato fondente (1). Se poi il cacao amaro è in percentuale elevata la gradevolezza al palato, complice il nettare pugliese, è certa. Un successo che è dimostrato anche dalla produzione in crescita. Per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, nel 2017, infatti, sono stati imbottigliati circa 95 mila litri di Docg equivalenti a circa 127 mila bottiglie con un incremento del 33.45% rispetto all’anno precedente. Un vero trionfo che piace soprattutto alle donne per il suo sorso caldo e avvolgente: i sentori dell’uva, legati agli zuccheri, lo rendono particolarmente morbido e femminile (2).
La composizione dei vini Primitivo di Manduria dolce naturale Docg è Primitivo 100% ed è un vino vinificato in seguito ad appassimento su pianta o su graticci. Con la sua struttura colossale ha fascino e stoffa e una dolcezza intrigante. La sua produzione è consentita nelle province di Taranto e Brindisi.
Insomma, dopo i così detti "fratelli secchi", il Primitivo di Manduria doc e il Primitivo di Manduria doc riserva, ecco che il Primitivo Dolce Naturale non può che far "meditare". Bene.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Ecco che come ogni anno in questo periodo viene annunciato (1) il colore Pantone 2024. Peach Fuzz (codice 13-1023), un pò rosa, un pò arancio, la tonalità prescelta che strizza l’occhio all’universo food a noi tanto caro. Sì, perché è la tinta della pesca (2), come il nome lo identifica: un rosa caldo, morbido, delicato. Che comunica condivisione, voglia di stare insieme e di fare sana comunità. Nell’arredo poi, invita al comfort, ma altresì trasmette sensazioni delicatamente sensuali, vellutate (3...