12mar 2022
Lucca - “Alfredo Catarsini: dalla darsena alla Linea gotica”
Ieri come oggi, la valenza storica dell’opera del pittore versiliese

Quando l’arte veicola messaggi universali. Succede a Lucca, nella bellissima mostra retrospettiva dell’artista viareggino Alfredo Catarsini (1899 - 1993), inaugurata ieri a Palazzo delle esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, nella centralissima Piazza San Martino (1).

“Alfredo Catarsini: dalla darsena alla Linea gotica”, questo il titolo dell’esposizione che raccoglie i suoi primi 30 anni d’arte, esattamente fino al ’45, contemplando tutto il ciclo delle grandi composizioni pittoriche - comprese le importanti opere del premio Cremona di cui vinse il secondo posto della prima edizione - e degli affreschi che finiscono, appunto, in quell’anno.

Dicevamo l’attualità quale segno ricorrente di molta della sua poetica, dove spesso ritorna la sciagura della guerra… In fondo la storia si ripete, così come non rimanere affascinati e anche attoniti di fronte al dipinto “Donne nel rifugio antiaereo" (2)? Quadro con cui l’artista partecipò alla XXIII Biennale di Venezia del 1942 e che, insieme a un bozzetto e a due disegni preparatori, viene esposto per la prima volta dopo tanti anni poiché rintracciato di recente. La valenza storica fatta di sfollati, di carri armati, di sofferenza: un punto di vista, il suo, che si allinea naturalmente all’individuo comune, vittima innocente di un destino avverso.

Curata da Rodolfo Bona con la collaborazione di Claudia Menichini e Elena Martinelli, e promossa da Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Lucca Sviluppo e Fondazione Alfredo Catarsini 1899, l’esposizione propone in tutto 82 opere dove spiccano altri temi come la figura femminile (3) molto ricorrente tra ritratti o scene di vita quotidiana, nature morte, ma anche paesaggi pregni di poesia tra darsene, canali (4), spaccati campestri al tramonto (5). E ancora, la profonda ammirazione del pittore nei confronti dell’operosità dell’uomo o della donna, al mare o in contesti agricoli dell’epoca. Incantano i colori morbidi di alcune vedute, la “cremosità”, la luce che pare scaturire direttamente dalle sue tele e che diventa essa stessa materia.

Si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. In questo caso la "Lei" per cui nulla sarebbe stato possibile senza, è la nipote Elena Martinelli che, due anni fa, ha deciso di fondare la Fondazione Alfredo Catarsini, prodigandosi in un estenuante ma produttivo lavoro di ricerca delle opere del nonno. “Abbiamo fatto una campagna forte attraverso molti canali per recuperare le tele” - ci ha raccontato in occasione del vernissage. Un impulso straordinario in una sorta di attività investigativa, grazie al quale possiamo ora godere di tanta bellezza. Va detto che furono numerosi i dipinti venduti a privati di ogni dove a riprova della sincera stima che lo stile pittorico di Catarsini ha riscosso nel tempo. Da segnalare, inoltre, che in mostra è possibile altresì vedere L’Autoritratto di Alfredo Catarsini (6) del 1934 donato nel 2005 alla Galleria degli Uffizi e da allora mai più mostrato al pubblico.

Un viaggio a ritroso da non mancare, di vibrante verità oltre che vivido lirismo, accessibile fino all’8 maggio 2022.

 

 

 

Alfredo Catarsini: dalla darsena alla Linea gotica.

Paesaggi, figure e grandi composizioni pittoriche (1917 – 1945)

Dal 13.03.2022 fino all’08.05.2022

Orari: giovedì e venerdì ore 15:30-19:30; sabato e domenica ore 10-12 e  15:30-19:30

(chiuso domenica 17.04 e 01.05)

Ingresso libero

Palazzo delle esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca

 

 

 

 

Telefono : 342 1684031

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EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...