19gen 2024
Firenze, la bellezza rivelata grazie ai nuovi “Depositi visitabili”
Nel complesso di Santa Maria Novella

Un progetto di straordinario interesse oltre che fascino quello dei neonati “Depositi visitabili” dei musei civici fiorentini. Sì, avete capito bene, si tratta di uno spazio, alias sorta di museo dove ammirare opere d’arte finora rimaste celate al pubblico per mancanza di luoghi adeguati per la loro fruizione (1). La “casa” dei depositi si trova nel meraviglioso complesso di Santa Maria Novella che, oltre a consentire la raccolta di grandi quantitativi di opere d’arte in condizioni ottimali di conservazione, ne favorisce la condivisione, grazie a visite guidate, contingentate e su prenotazione, con cittadini, turisti, studiosi, appassionati d’arte etc. Da sapere che questi ambienti sono stati il palcoscenico e la cornice di molteplici funzioni nel corso dei secoli: appartamenti Papali, cantiere del cartone della Battaglia di Anghiari di Leonardo, dormitori del Monastero Nuovo, educandato femminile della Santissima Annunziata e infine caserma della Scuola allievi sottufficiali dei Carabinieri. Un progetto che si inserisce in un generale piano di riqualificazione di tutto il complesso di Santa Maria Novella dove sono previsti interventi diversi dal sociale al culturale, all’artistico, all’intrattenimento.

Un vero e proprio deposito vivente che, in questa prima fase, vede sistemate già 300 opere tra dipinti (2) e sculture, queste ultime esposte a piano terreno in una grande sala voltata di 290 metri quadrati con pedane, basamenti, mensole e scaffalature per statue, busti, e materiali lapidei vari (3). Gli ambienti di deposito al primo piano, invece, hanno una superficie di 650 metri quadrati circa, distribuiti in nove sale: in totale, i depositi occupano una superficie di 1100 metri quadrati, disposti su tre piani. Saranno godibili i capolavori di artisti toscani del ‘900 e non solo, italiani e stranieri; Molti dei quali provengono dalla raccolta Alberto Della Ragione e ad altri nuclei delle Collezioni del Novecento (4) - “Con nomi del calibro di Guttuso, Carrà, Campigli, Vedova etc…” - ha precisato Silvia Colucci funzionario curatore del comune di Firenze (5 - Seconda da Sx). I dipinti più imponenti sono collocati su delle griglie a parete, altri su pannelli estraibili (6), il tutto curato e studiato per evitare sollecitazioni ai manufatti.  

Progressivamente andranno ad aggiungersi la rimanente parte delle collezioni novecentesche, funzionali alle rotazioni espositive del vicino Museo Novecento, le sinopie del ciclo di affreschi del Chiostro Verde di Santa Maria Novella, alcune raccolte ottocentesche, tra le quali quella dell’ex Museo del Risorgimento e il legato di Icilio Cappellini comprendente dipinti dei Macchiaioli, le opere non esposte dell’ex Museo storico-topografico Firenze com'era e un'ampia rassegna di marmi, gessi e reperti lapidei di varia provenienza. ”In questi spazi” - ha dichiarato il sindaco di Firenze Dario Nardella - “arriveremo a contenere ben 4500 opere dei nostri depositi… una grande conquista di cultura e civiltà”. “Cominceremo con l’apertura al pubblico ogni sabato” - ha proseguito sempre Nardella. Frequenza settimanale destinata ad aumentare, in risposta al flusso di gente che si presenterà.

 

I nuovi depositi sono stati realizzati su progetto della Direzione Servizi Tecnici in collaborazione con la Direzione Cultura e Sport, nell'ambito della campagna di riqualificazione degli ambienti del complesso di Santa Maria Novella liberati nel 2016 dalla Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri. I lavori sono costati circa due milioni di euro per la parte di ristrutturazione delle sale nell’ambito della trasformazione dell’intero complesso e quasi 40 mila euro per la parte di trasporto e allestimento, con previsione di spesa di ulteriori 200 mila euro per le prossime fasi di incremento delle opere esposte. 

Le visite, curate da MUS.E, daranno la possibilità di scoprire non solo le opere che vi sono conservate, ma anche il 'dietro le quinte' del funzionamento di un moderno deposito museale. Le prime visite guidate si terranno venerdì 26 gennaio alle ore 14, 15 e 16 e sabato 27 gennaio alle ore 10, 11 e 12 e saranno gratuite per il pubblico; a partire da febbraio, proseguiranno a pagamento ogni sabato. La prenotazione è sempre obbligatoria: 

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EDITO

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