Living & Convivi :: 10 ott 2022

Firenze cosa vedere? “Olafur Eliasson: Nel tuo tempo”

A Palazzo Strozzi, la mostra che tutti dovrebbero "provare"

Chi ama andar per mostre lo sa: da nord a sud, c’è l’imbarazzo della scelta, tante sono le esposizioni, molte straordinariamente interessanti, che vestono lo Stivale di bellezza, cultura e “leggerezza” quanto basta.

In questo panorama di sapere e magnificenza per gli occhi e lo spirito, imperdibile a Firenze, la prima grande mostra in Italia su uno dei più importanti e originali artisti del presente: Olafur Eliasson. “Nel tuo tempo” questo il titolo della grande mostra a Palazzo Strozzi visibile fino al 22 gennaio 2023, dove sfilano le visionarie opere (1) del talento indiscusso di Eliasson (2), in un susseguirsi di 20 istallazioni, in gran parte create nuove per Palazzo Strozzi, che invitano lo spettatore a riappropriarsi del proprio tempo, emozioni e sensazioni (3).

La splendida esposizione occupa tutto il Palazzo, piano nobile e cortile (4), oltre la Strozzina, quest’ultima con un’opera di realtà virtuale. Un lavoro corale, il cui progetto ebbe inizio nel 2015, tra artista, palazzo e visitatori, dove l’architettura rinascimentale che lo ospita è parte integrante e non mero contenitore. Di più... Un corpo dinamico, vivo, il Palazzo, infatti, con i suoi elementi architettonici come finestre, soffitti, angoli e pareti, interagisce in modo assolutamente armonico con interventi che utilizzano luci, schermi, specchi o filtri colorati. Eliasson presenta così una pluralità di possibili narrazioni con l’obiettivo di una nuova consapevolezza dello spazio da parte del pubblico. 

L’esperienza che si vive percorrendo le diverse stanze è di totale immersione (5), interazione con le creazioni, come con “How do we live together (2019)” un grande arco metallico che invade in diagonale lo spazio di una sala in cui il soffitto è rivestito da una superficie specchiante (6). Tramite un effetto di illusione tipico di Eliasson, l’arco si raddoppia diventando un cerchio, una sorta di anello che unisce lo spazio reale con quello irreale. E ancora, l’installazione “Solar compression (2016)” un disco circolare sospeso, specchiante su entrambi i lati, in costante movimento, emanando dal suo interno una luce gialla che inonda l’ambiente. 

Un piccolo assaggio di un un viaggio maestoso, irripetibile e stupefacente, fatto di realtà parallele, spazi virtuali, pareti e soffitti che cambiano “pelle” in continuazione, da provare e, perché no, riprovare “ascoltandosi” in un ventaglio di eccitazione mista a poesia che solo un genio come Eliasson può scatenare.

Non perdetela, vale la trasferta, ovunque siate…

 

Altre info:

 

 

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