06mar 2022
Festa della donna 2022 - "Lei" secondo Alireza Mohtashami
Il “respiro” femminile tra luce e colori accesi

8 marzo, la figura femminile nell’arte (1) del poliedrico artista iraniano Alireza Mohtashami (2), di casa a Firenze ormai da anni, di cui abbiamo già parlato il 26 luglio 2021 QUI. Il creativo, forte di molti linguaggi espressivi, tra fotografia, scultura, pittura e musica, rappresentando spesso l’altra metà del cielo nei suoi dipinti, ci racconta di una donna di cui non interessa raffigurarne l’aspetto estetico, la proporzione classica delle forme bensì, in un vortice quasi astratto di colori che si rincorrono, l’essenza, l’anima, l’io profondo. Energia, più che materia, espressione di quella forza atavica che riconduce allo stato primordiale, all’inizio di tutte le cose. Alla creazione della vita.

Cromaticamente ritorna il giallo, colore della luce e del sole, tra i preferiti dell’artista che, essendo daltonico, ne riesce a cogliere, di più e meglio, lo spettro visibile. “Un colore che ho iniziato ad usare molto durante il lockdown, trasmettendomi energia positiva in abundantia” - ci racconta Alireza. 

Giallo dicevamo…

Una tinta declinata non solo nelle figurazione dei soggetti “in rosa” ma anche in altri di natura campestre, come nelle distese di margherite (3) o, ancora, nel ritratto di due innamorati nell’atto di scambiarsi un bacio appassionato (4), struggente, vuoi doloroso, acceso di luce abbagliante, conferito da questo colore primario e fortemente attrattivo.

Ogni tela di Mohtashami ha una carica emotiva quasi palpabile e ben si cala negli spazi domestici (5) e contract, abbellendoli, trasmettendo loro stile, estro a riprova che l’arte contemporanea, se ben fatta, può essere un magnifico elemento d’arredo, compagna di vita e, perché anche monito sociale: il tema della condizione femminile ne è un esempio. 

 

Se desiderate approfondire il linguaggio stilistico di Alireza Mohtashami:

1

2

3

4

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...