13mag 2021
Donne e vino - Intervista a Sabrina Tedeschi
"Mai pensare di essere arrivati, abbiamo sempre spazio di miglioramento"

L'opinione di una donna del vino. Il nostro incontro con Sabrina Tedeschi (1) ai vertici della maison vitivinicola made in Veneto Tedeschi Wines (2 - 3) di cui abbiamo parlato anche il 14 marzo 2021 QUI. Responsabile commerciale export e mkt, la lady di Bacco, già Presidente delle Famiglie Storiche cantine della Valpolicella, ci racconta l'azienda tra numeri importanti, sfide climatiche, ricerca costante e l'importanza dell'enoturismo (4 - 5) quale volano di un ripresa che passa altresì dallo slow tourim. Con al centro sua maestà l'Amarone.

 

 

Due parole sui vostri prodotti di punta…

Tedeschi in quanto produttore in Valpolicella produce vini Valpolicella, Valpolicella Ripasso, Amarone e Recioto. Sicuramente i nostri prodotti di punta sono i vini ottenuti dalla selezione delle uve da singolo vigneto, quindi il Valpolicella Superiore Maternigo, il Valpolicella Classico Superiore La Fabriseria, l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva Capitel Monte Olmi, l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva La Fabriseria e il nuovo nato l’Amarone Riserva Maternigo. Vini territoriali, distintivi, complessi ma sempre eleganti.

 

I numeri che vi contraddistinguono?

48 ettari di vigneto, 44 dei quali in collina: grazie al particolare microclima otteniamo vini di caratteri, di buon corpo, territoriali e longevi. Produzione annua di circa 500.000 bottiglie, esportate per 85% in più di 50 paesi e suddivise in 12 etichette perché vogliamo interpretare ogni appezzamento con personalità e carattere distintivo.

 

L’agricoltura italiana è quella meno avvezza all’uso di pesticidi in Europa, qual’è la vostra scelta sostenibile, nei campi come in azienda?

La nostra aziende non effettua il diserbo chimico da decenni, usa prodotti biologici e da qualche anno si è certificata secondo il protocollo Biodiversity Friend, una misura della vitalità dell’ambiente: meno trattamenti impattanti significa maggiore biodiversità. Siamo certificati sostenibili secondo il protocollo Equalitas.

 

Ricerca e sviluppo, quanto è importante per voi questo comparto aziendale?

E’ fondamentale. La tradizione e la cultura di un territorio devono essere sempre sostenute dall’innovazione. Negli anni abbiamo svolto la zonazione e la caratterizzazione dei suoli dei nostri vigneti, stiamo studiando la tipicizzazione aromatica dei diversi siti. Inoltre stiamo lavorando in campagna per cercare di affrontare i cambiamenti climatici.

 

Il meteo tra gelate, rialzo delle temperature ed eventi gravi non ha certamente aiutato chi lavora con la vite e in generale con la terra, come vi difendete da un clima sempre più “nemico”?

Ci difendiamo con la ricerca: i risultati non si ottengono purtroppo nel breve periodo, però stiamo lavorando per ritardare la maturazione e salvaguardare in qualche modo gli aromi e la freschezza delle uve e quindi dei vini. Così come l’acidità e la componente fenolica. La scelta di famiglia di investire in collina, anche in alta collina (circa 450/500 m slm) ha contribuito a limitare in parte gli eccessi di caldo, sofferti in alcune annate.

 

La ripresa sembra essere relativamente vicina, avete già pianificato nuove azioni per farvi trovare pronti quando il mercato girerà nuovamente a pieno regime?

Abbiamo sempre mantenuto il contatto con i nostri operatori, in modo digitale; abbiamo sviluppato una vendita online per rimanere vicini agli appassionati… saremo pronti a tornare ad essere ambasciatori della nostra azienda e del nostro territorio appena sarà possibile muoverci in sicurezza. Sicuramente in questi due anni è risultato importante quanto fatto anche  in passato in termini di comunicazione e di produzione indirizzata alla qualità: il posizionamento del marchio sul mercato ci ha permesso comunque di aprire nuovi mercati, malgrado l’impossibilità di poter viaggiare e di incontrare di persona nuovi partner. 

 

Enoturismo, l’estate è alle porte, cosa proponete per un nuovo turismo di prossimità?

Proponiamo visite all’aria aperta, tra i vigneti con assaggio del vino tra i filari per comprendere meglio il luogo di provenienza: sono esperienze emozionanti. Chiaramente continuiamo anche a proporre visite della cantina con la possibilità di assaggiare anche annate meno recenti dei nostri vini Amarone. La nostra sala degustazione può risultare aperta grazie alla presenza di vetrate scorrevoli, rendendo l’esperienza sicura e sicuramente emozionante per il tipo di proposte.

 

Donna ai vertici del comparto vitivinicolo, quanto è difficile, in quanto figura femminile, farsi valere in un settore da sempre appannaggio degli uomini?

La professionalità deve essere la leva di confronto. Io e mia sorella Antonietta gestiamo l’azienda con nostro fratello Riccardo (6), che è l’enologo di famiglia: ognuno di noi ha un uno specifico ruolo e responsabilità in azienda, siamo cresciuti con un papà che ha lasciato spazio a tutti noi, senza fare distinzione tra maschi e femmine, spronandoci nella formazione e trasmettendoci la passione di famiglia. Il suo motto è: mai pensare di essere arrivati, abbiamo sempre spazio di miglioramento… un grande stimolo, non ci annoiamo mai! 

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