13gen 2023
Firenze, Pitti Uomo 103: le tendenze e i protagonisti
Novità per l’inverno 2023/24

Ci sono i dettagli e i tessuti tecnici, l’arte in moda, il confort di capi morbidi e durevoli, l’energia del colore, pezzi d’archivio rivisitati, la sostenibilità che passa dalla rigenerazione, maxi cappotti cocoon, sciarpe e cravatte che “ripensano ai simboli del medioevo” o ad accenni esotici, l’irriverenza abbinata alla qualità dei materiali, maglieria per ogni gusto ed esigenza dove non manca un look senza tempo e con dettagli preziosi ed esclusivi, calzature leggere e resistenti, la maestria artigianale che il mondo ci invidia, questo e molto altro all’edizione (1) invernale di Pitti Uomo 103.

Ecco i nostri highlight visitati al salone del manswear

 

Herno

La montagna tra sci e vette innevate sono lo spunto per una collezione che guarda ai mitici e creativi anni ottanta. Colori, volumi e comfort per un uomo che si muove con scioltezza, che si trovi sulle piste o che scelga uno stile urban versatile e fatto per durare. Testimonial d’eccezione un’icona del calcio mondiale, il difensore che ha vinto tanto con il Barcellona: Carles Puyol (2).

 

Juicy Couture 

Irriverente e glamour, la nuova collezione di Juicy Couture che parla a quelle donne e ragazze che amano il loungewear e lo sporty chic mai banale e sopratutto di qualità per l’alta traspirazione dei capi. Ispirata all’influenza western americana degli anni ’90, il mood dominante è piacevolmente “sfacciato”, graffiante. Dallo zebrato al leopardato e dai colori che guardano al bordeaux e al kaki, confermando una “lei” che ama osare con stile come la showgirl Elisabetta Gregoracci (3) che ha ben incarnato il messaggio del brand con un tubino in perfetto stile animalier, tra i più interessanti della collezione.

 

Calabrese 1924

Motivi arabesque, stemmi medioevali, animali del bosco che paiono usciti da una fiaba, uccelli fantastici in volo e unicorni, sono tante le fantasie di straordinaria bellezza che animano la collezione autunno inverno 2023-24 delle sciarpe in garza di lana stampata double face, modal e cachemire con disegni esclusivi tratti dal proprio archivio e rivisitati nei colori e nelle dimensioni (4). Non si vorrebbe mai togliere questi capi avvolgenti, caldi e affascinanti dell'azienda produttrice di cravatte dai primi del '900, pensati per Lui ma magnifici anche per Lei. Ocra, arancio, bordeaux, verde sottobosco, blu notte e bluette per una linea da mille e una... favola.

 

Napoli e il ruolo dei suoi maestri

Parli di Napoli e pensi (anche) al patrimonio di conoscenze tecniche e stilistiche al alto potenziale estetico. Alias, senso del bello che da secoli viene tramandato da padre in figlio, insieme al valore del saper fare unico e inimitabile. Ecco, che proprio in occasione della kermesse moda uomo, è stato presentato il progetto (5) dell’associazione “Mani di Napoli”, che ingloba associati suddivisi in sette Camere d’arte: sartoria, calzoleria, pantaloni, camiceria, cravattaia, guanteria, e oregficeria (gemelli). C’è la formazione e la crescita di nuove Mani formate nel territorio per non perdere un tesoro e un sapere senza pari e c’è la valorizzazione dei prodotti e dei produttori nel rispetto di rigidi standard d’ammissione. La difesa dell’artigianalità, quella vera, attraverso le mani, l’intelligenza, la cultura, i segreti e la responsabilità di un comparto del made in Italy che va promosso di più e meglio.

 

Mac Jeans

Prima volta a Firenze per Mac Jeans, il brand tedesco specializzato in campo denim e pantaloni. 50 anni di storia e non sentirli, per un uomo che predilige qualità e fit impeccabili, con un focus forte sulla sostenibilità (6). Dinamico e sempre in movimento, che comunica il suo essere smart, tra eco materiali e design innovativo.

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Photo Credits

Photo 1 : Gianfranco Gori
Photo 2 : Gianfranco Gori
Photo 3 : Gianfranco Gori
Photo 4 : Gianfranco Gori
Photo 5 : Gianfranco Gori
Photo 6 : Gianfranco Gori

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...