07mar 2021
Firenze - Le note olfattive di Rossella Gatti
Alchimista per natura di essenze uniche

Non so se l'angelo custode esista. Forse, ma se così fosse quello di Rossella Gatti sarebbe molto profumato. "Senza odori non so vivere", così inizia il lungo racconto del "naso" delle profumerie L'Ó di Firenze (1 - 2), splendidi store (ne abbiamo parlato 3 il dicembre 2020 QUI) in Borgo Albizi 77R e in via Pietrapiana 44r, di cui Rossella (3) è certamente la figura più emblematica. Oltre a gestire, infatti, in modo ammirevole questi bar-à-parfum, luoghi simbolo di fragranze speciali, inedite e naturalmente su misura, con un colpo di "fiuto" è capace di “presagire” (4) quello che sarebbe il profumo ad hoc di chi gliene faccia richiesta.

Andiamo per gradi... il talento per gli odori è insito in lei da quando era poco più di una ragazzina: "annusavo tutto, piatti bicchieri etc"... "ricordo a 14 anni in giro con amici e parenti il mio disgusto e il desiderio di andarmene quando capitavo in un luogo dove l'odore mi metteva a disagio" o ancora la sua prima comunione avvolta in una nuvola di Imprevu de Coty regalatale da uno zio che apprezzava quell’inclinazione “di naso”. In men che non si dica, divenne, ça va sans dire, una sorta di consulente spontanea per chiunque avesse in mente di acquistare un profumo. Facendo sempre centro.

Una dote istintiva, vera, che diventa passione e quindi lavoro solo dopo anni, "io stessa non ci credevo fino in fondo", continua la Gatti.

A 25 anni il settore delle fragranze la coinvolge a pieno ritmo, apre la prima piccola boutique, affina le sue conoscenze tra aromaterapia, floriterapia e cristalli abbinati ai profumi. La  strada è "segnata" e da subito tutta in discesa fino ad oggi che di anni ne ha più di 60 e la sua arte va addirittura oltre. Sì, perché grazie al sesto senso profumato - di questo si tratta - Rossella crea delle essenze ad personam, esemplari ineguagliabili, tanto che non sono poche le clienti a chiamarla da ogni parte d'Italia chiedendole "mi mandi un profumo"? Ci vuole una bella fiducia, una capacità medianica nel leggere un individuo - spesso visto una sola volta e per pochi minuti - per plasmare quel profumo che non s'aspetta o meglio che lo rappresenta appieno.

Le domando della gestualità tipica che la contraddistingue quando da vita a una fragranza…. “mi viene un odore in testa e da lì inizia un lavoro di ricerca lungo e importante fino al momento preciso in cui mi accorgo che… c'è l'ho! la nuova fragranza è compiuta!". Tra il basito e l'ammirato le chiedo come sia possibile sentire un profumo nella testa, "semplice!!", mi risponde "pensa all'odore del caffè! C’è l'hai no?". Già, semplice... Mi sento come una profana di fronte a una pianista che elogia la fluidità per lei naturale nel suonare Mozart.

E poi ci sono i profumi al buio, un progetto relativamente recente, di pochi esemplari, in cui Rossella nel laboratorio dove non “entra nessuno”, crea d'istinto, a luce spenta, fragranze irreplicabili. "Devo conoscere molto bene la persona a cui dedico questo tipo di processo che, ammetto, è oltremodo faticoso e sopratutto stancante dal punto di vista spirituale". Una sorta di magia in cui corrispondenze, impulso e immaginazione diventano senso. Sì, perché un profumo si indossa come un abito preferito, di più... come una seconda pelle.

Da food addicted come sono, tra le sue ultime creazioni mi incuriosisce Triplo (5), cannella, pepe nero ciclamino e... cipolla! Unico al mondo con quest'ortaggio di cucina. Un mix tanto improbabile quanto vincente e audace. Da “degustare” con lentezza...

Ma L'Ó è anche cosmesi di nicchia. Rossella mi presenta una novità appena arrivata tra le numerose referenze beauty: “L'Odaïtès Fraîcheur de l'Aube contorno occhi (6) vivificante con acido ialuronico, olio vergine di noccioli di dattero e alga clorella. Fresco e naturale, sostiene la longevità cellulare e ha una funzione chelante, riducendo i metalli nei tessuti. Ancora questione di pelle, ma questa volta per nutrirla e renderla più bella all'arrivo della primavera. Ora poi che la pandemia non da tregua - "Le persone hanno voglia di essere coccolate, di ritrovare un percorso di benessere e di sensorialità buona che regali loro leggerezza ed equilibrio". Non posso che concordare...

 

Altre info:

1

2

3

4

5

6

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...