09set 2022
Firenze - La Scuola del cuoio e il cuore delle sorelle Gori
Nasce la Fondazione Marcello Gori

“Oggi per me e le mie sorelle si avvera un sogno, sono anni che cerchiamo di ritornare al sociale” - con queste parole, Barbara Gori, insieme alle sorelle Laura e Francesca, in conferenza stampa, ha raccontato ai tantissimi intervenuti un progetto lodevole per ridare una chance a chi è stato meno fortunato (1 - 2). E’ nata infatti, la Fondazione Marcello Gori, istituita dalle tre sorelle Gori, appunto, per portare avanti il progetto del padre Marcello che, con il cognato Silvano Casini e in collaborazione con i Frati Minori Conventuali della Basilica di Santa Croce, fondò a Firenze nel 1950 la Scuola del Cuoio (3) per dare agli orfani della Seconda Guerra Mondiale la possibilità di imparare un mestiere per un futuro lavorativo.

Al centro della neonata Fondazione, ben 6 borse di formazione-lavoro, da conseguire presso la scuola del Cuoio, finalizzate a uomini e donne (4), valutati tra le categorie: ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, soggetti in trattamento psichiatrico; tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa con difficoltà familiare, detenuti ammessi al lavoro all’esterno; beneficiari di protezione internazionale; persone senza fissa dimora in condizione di povertà, iscritte nel registro preposto dal Ministero degli Interni, o cittadini con ISEE famigliare autocertificato inferiore ai 19mila, che non potrebbero permettersi il pagamento di corsi altrettanto specializzati. 

Il Comitato Direttivo della Fondazione - composto da Barbara Gori (Presidente), Riccardo Zucconi (Vice Presidente), Rita Balzano, Mariella D'Amico, Rosanna Onilde Piliotti, Filippo Maria Parri - ha valutato le candidature, scelte tra quelle prevenute direttamente o presentate dalle Associazioni Onlus Artemisia e Nosotras, e dalla rete di solidarietà del quartiere1 di Firenze.

La determinazione ferrea e il cuore grande di 3 lady straordinarie, quindi, che proprio da una frase memorabile del loro padre - “Chi è ricco di conoscenza e non la condivide sarà povero sempre”, hanno lanciato e supportato un'idea che non è da considerarsi una mera “opera buona”, bensì un’opportunità incredibile per tutto il complesso della pelletteria toscana. Questi ragazzi, una volta terminati i 9 mesi di formazione, saranno dei veri artigiani con un savoir - faire unico che parte dal modello, alla scelta del pellame giusto, al taglio, passando per l’assemblaggio e, infine, all’arte del cucito (5). “Oro puro per il settore della pelletteria” - ha sempre continuato Barbara Gori.

E così anche Sara Funaro (6), assessore al Welfare e Sanità della città di Firenze, ospite durante la conferenza, ha sottolineato quanto siano importanti iniziative di questo genere, affermando - “Se vogliamo dare speranza ai nostri cittadini reduci da momenti critici, bisogna partire da 2 pilastri: formazione e lavoro e il tema dell’abitare”. 

Che dire... Chapeau alla Scuola del Cuoio: il loro impegno DEVE essere un "modello" da replicare ancora e ancora, qualunque sia il settore di riferimento.

 

Ecco i giovani ammessi a questa prima edizione: Greta Bassilichi, Eleonora Cuppari, Imane Daraoui, Sara Matteo, Antonella Ramos, Luigi Zaccariello. Il corso, sotto la guida dei Maestri artigiani della Scuoia del Cuoio, inizierà il 3 ottobre e si terrà in un laboratorio della Scuola del Cuoio nel quartiere di Santa Croce, accanto alla Basilica.

 

Altre info:

 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...