14feb 2017
CHIARA FERRAGNI AD HARVARD
Da blogger a professoressa per un giorno

Cinque giorni fa, le storiche aule dell’Università di Harvard – la più prestigiosa al mondo – hanno ospitato, per una letio magistralis davanti agli studenti MBA (Master in Business and Amministartion), un’italiana conosciuta in tutto il mondo: Chiara Ferragni.
La nota fashion blogger di TheBlondSalad ha annunciato ai suoi followers la notizia tramite Instagram. Ed è stata subito polemica.
Una blogger ad Harvard? A parlare di moda e di come abbinare le scarpe alla borsa?

In realtà la Ferragni non è una sprovveduta. Ma molti dei suoi cosiddetti haters questo non lo sanno. Nel 2014 il suo blog ha fatturato otto milioni di dollari. L’anno successivo dieci. Pare forse riduttivo parlare ancora soltanto di blog: si tratta di un’azienda a tutti gli effetti, con una crew di 24 dipendenti, rispettivamente specializzati in gestione dei talenti, progetti speciali, editorial, e-commerce e produzione. La Ferragni ha inoltre creato una collezione personalizzata di scarpe e accessori che ha fatturato 20 milioni di euro e che è disponibile in oltre 315 punti vendita. Forbes nel 2016 l’ha inserita di diritto nella "30 under 30 Europe: the Arts", cioè nella classifica dei trenta giovani più promettenti al mondo, destinati a cambiare le regole del gioco nel loro settore. E già nel 2015 era stata oggetto di un caso di studio sempre presso la Harvard University.

Agli studenti di Boston ha - assieme al collega Riccardo Pozzoli - illustrato le tappe del suo successo e i segreti per monetarizzare un'idea.
Insomma, una carriera brillante per una bella ragazza di appena 30 anni. Ma d'altronde, Chiara non è solo un manichino che indossa vestiti e sponsorizza brands. È un imprenditrice a tutti gli effetti. Un’influencer, che è riuscita a farsi spazio nel mondo della moda con un progetto differente ed innovativo, a cui nessuno aveva ancora pensato. Questa è stata la sua fortuna.
Meglio lasciare le critiche e le polemiche agli invidiosi. La Ferragni è un fenomeno complesso, che ci dimostra come per fare marketing e business sia necessario essere veloci, al passo coi tempi, intraprendenti e… creativi.

1

2

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...