18dic 2015
ALESSANDRIA
50 SFUMATURE DI “GRIGIO”

Il riscatto di un territorio vocato all’enogastronomia riparte dal calcio.

Non sarà un Natale grigio come al solito. Qualcosa è cambiato tra Tanaro e Bormida, in quella città dove “non succede mai niente” – secondo le parole di Umberto Eco. Non sarà un Natale grigio, anzi no, sarà un Natale “grigio” più che mai perché la maglia gloriosa dell’Alessandria - l’unica al mondo color nebbia, o cenere - risplende finalmente grazie ai risultati ottenuti in campionato e in coppa Italia. Ma non è questo che interessa, non qui almeno: è importante che finalmente non si parli più di dissesto, di fallimento del comune, di sindaci indagati, di tragedie vere – la Casale dell’Eternit è in questa provincia – e farse (persino sulla bruttezza dell’albero di Natale si è riuscito a discutere).

Così, finalmente, grazie alle prodezze della squadra locale, riecco il territorio alessandrino sulla bocca di tutti, anche dei media stranieri: si riparla di vini eccellenti - Grignolino, Barbera, Barbesino – e di un vino che unisce la corposità della Barbera, la finezza del Grignolino e il profumo del frizzante Freisa - il Timorasso di Costa Vescovato; di golosità famose, tra le quali spiccano gli amaretti di Rolando (via Plana), i cannoncini di zabaione, crema, panna e moscato di Zoccola (corso amarmora), i baci di Gallina (via Vochieri), un vero must evergreen.

Inutile dire, riscoprire Alessandria e i suoi dintorni può essere un’emozione (1). Bello sarà perdersi tra ordinate e ricchissime vigne, storiche cittadine (Acqui Terme, Ovada, Novi Ligure, Tortona, Casale), paesi del Monferrato (Vignale, Frassinello, Camagna, Gavi, e tantissimi altri) e musei cittadini. E come scordare quello del cappello Borsalino, altra gloria della città?

E allor per questo, anche per questo, grazie “grigi”.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...