17nov 2020
Teatro digitale - "Nel canto della balena bianca" e "Fame Vr"
Lo spettacolo ai tempi della Pandemia (18 e 20 novembre)

In questo particolare frangente storico in cui quasi tutto è in stand by e molto è rimesso in discussione, per fortuna ci sono esperienze artistiche che, complice la condivisione in rete, rivedono le modalità dell’offerta culturale in una luce nuova.

E' il caso delle due opere video dal titolo "Nel canto della balena bianca" e "Fame Vr", per rispondere con la letteratura e la memoria creativa a questo momento difficile per la compagnia ed il suo pubblico (1 - 2). Gli spettacoli virtuali sono figli del “Laboratorio per il riconoscimento del limite umano", il progetto realizzato da TS Krypton con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2020 e il Centro Pecci di Prato.

Ma vediamone un anticipo...

On line domani 18 novembre "Nel canto della balena bianca" ispirato a Moby Dick di Herman Melville di e con Giancarlo Cauteruccio (scenografia virtuale e montaggio video Massimo Bevilacqua).

Il luogo è quello della cripta della ex Chiesa di San Pancrazio immaginata come il ventre di una balena. Cauteruccio l'ha trasformato in uno spazio immersivo di grande suggestione grazie ad un videomapping totalizzante ed ha coinvolto vari mostri marini dell’Ottocento, tra cui lo squalo tigre di oltre tre metri e lo scheletro di un capodoglio di circa dieci metri, animali che rimandano ad insuperabili opere di Damien Hirst e Gino De Dominicis. Una osmosi sia con il contesto espositivo che con l’idea che sottende il progetto espositivo, ovvero la messa in relazione tra natura, arte e scienza e la sensibilizzazione dei visitatori sulle emergenze ambientali e sulle conseguenze che l’a azioni umana provoca sugli equilibri naturali.

Ispirandosi a Moby Dick, romanzo mondo composto da Melville in un periodo di febbrile creatività, Cauteruccio ha dato voce alla creatura bianca, il Leviatano inafferrabile, sprofondando  nell’oceano insieme ad essa. Ha Inventato parole che Moby Dick non possiede e le ha  impastate con il canto delle balene. Ahab, il tragico capitano di shakespeariana memoria, non potrà mai fermarla. Brani del libro, testi originali di Anna Lufrano e la mitica canzone di Lucio Dalla del finale “Ma come fanno i Marinai“ hanno costituito il tessuto drammaturgico dell’assolo.

Una breve e delicata performance in cui il regista ed interprete ha voluto sottolineare come la potenza della natura non possa essere oltraggiata dalla sfida umana che da sempre si ostina a voler superare il limite.

Durata video 22 minuti.

 

On line il 20 novembre "Fame Vr" di e con Giancarlo Cauteruccio; ideazione e regia Giancarlo Cauteruccio e Massimo Bevilacqua.

Teatro e cibo sono al centro di quest'opera (3 - 4) e la location scelta è il Teatro del Sale di Firenze con la sua sala, il palcoscenico e le cucine a vista. Solo, nello spazio vuoto, Cauteruccio recita in palcoscenico nel suo idioma di origine, il calabrese che, primo in Italia, ha fatto assurgere a lingua teatrale. Egli racconta la malattia della fame. Simultaneamente il suo corpo si muove nelle cucine, circondato da cuochi che appaiono come fantasmi; Si accanisce sul cibo disposto su un tavolo in una sala deserta e lo divora allo stesso ritmo con il quale recita. La ripresa a 360 gradi consente  di osservare le tre condizioni di solitudine.

Per fruire di questo spettacolo è indispensabile l'uso di visori come l’Oculus Go, HTC Vive e Oculus Rift, oppure di una cardboard da Smartphone, altrimenti ruotando con il proprio corpo è possibile ricercare le tre azioni sceniche simultanee sul cellulare.

Durata video 15 minuti.

Ancora una prova questa per un artista eclettico, una nuova  strada tecnologica per produrre linguaggio ed una innovativa modalità di fruizione dell’arte scenica fuori dal luogo deputato da proporre al pubblico.

 

Per vedere gli spettacoli nelle date indicate: 

1

2

3

4

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Che colore sei? Anche se l'autunno vira su cromie come il marrone, l'arancione o il verde scuro, la Redazione ha votato all'unanimità per il rosa (1). Sì, proprio lui, emblema del romanticismo, della dolcezza, della femminilità, dello slow living. Ma il rosa è anche la tinta principe di quel nettare di Bacco particolarmente glamour e amato (non solo dalle donne) per il suo coté spesso fresco e fruttato, perfetto per accompagnare pietanze light come il pesce o come aperitiv...