09mag 2020
Coronavirus e architettura - Cosa cambierà?
Le opinioni di Gisella Borioli, Giulio Cappellini e Aldo Cibic

Sarà un nuovo Rinascimento? Questa il tema del talk digitale in rete lo scorso mercoledì da Matrix4Design e Superstudio con relatori di tutto rispetto quali Gisella Borioli owner-CEO di Superstudio Group e i due architetti Giulio Cappellini e Aldo Cibic (1 - 2 - 3). I tre protagonisti del mondo del design dell'architettura hanno a lungo discusso su come architetti, designer e creativi debbano iniziare a cavalcare questo cambiamento epocale in atto. Un nuovo futuro "prossimo" da costruire insieme sulla base di idee innovative e strategie inedite.

Tra i numerosi e interessanti argomenti condivisi nell'ora di diretta digitale, sono affiorati vari focus chiave su cui riflette a lungo.

Tutti d'accordo nell'affermare che nonostante la tragicità del momento, sono molte le opportunità da cogliere per "ridisegnare un mondo nuovo con al centro creativi di talento e personaggi di grande valore" che contribuiscano a rendere questo passaggio un'occasione virtuosa, di crescita umana, lontana da scenari di dissoluzione ambientale, sociale e ideologica. Una vera rinascita, quindi, una ripresa di valore, supportata dalla competenza vera in ogni settore. Ma soprattutto, come ha sottolineato Giulio Cappellini (4), questo momento inaspettato ha fatto venire in superficie fenomeni già latenti e sommersi come lo smart working o il modo diverso di vivere la casa. Ebbene, è fondamentale per i professionisti del design e dell'architettura, cogliere queste nuove istanze e farle diventare tema di studio e di progetto. "Negli ultimi anni si è fatto troppo, disegnato troppo spesso con progetti vuoti, di maniera" - ha sempre dichiarato Cappellini. "Il Fuori Salone del Mobile milanese era diventato una vetrina di centinaia di prodotti, molti dei quali destinati all'oblio in poco tempo". Ora più che mai si sentirà il bisogno di qualità, di "less is more": si vestirà meno e meglio, gli acquisti saranno più ponderati e si vivrà di più lo spazio domestico. Solo gli oggetti capaci di rispondere alle nuove necessità saranno vincenti, quelli leggeri o comunque flessibili e in grado di adattarsi a un nomadismo domestico dove la cucina è palcoscenico del cibo ma anche luogo di lavoro o relax e il living agorà della casa. Stesso discorso per le aree di alto traffico come, per esempio, le lounge di aeroporti: gli spazi di sicurezza di queste zone pubbliche dovranno, tra l'altro, garantire la privacy per lavorare in modo tranquillo. Al via quindi una creatività intelligente, pratica e razionale dove la soluzione non può essere solo il pannello in plexiglas.

"La quarta dimensione è foriera dell'ampliamento delle nostre possibilità e prospettive" - ha raccontato Gisella Borioli - "Lo spazio virtuale porterà grandi vantaggi diventando l'elemento chiave del nuovo Rinascimento". 

Sempre in tema digital, Aldo Cibic è andato oltre, ponendo l'accento su un concetto di grande interesse: la densità.  Una nozione, quella di densità che è stata stravolta proprio a causa dello tsunami Coronavirus. Negli ultimi anni, infatti, vigeva sempre più forte l'idea, la convinzione pressoché ferrea della città come meta unica e irrinunciabile per la vita creativa e produttiva. Una sorta di mito secondo cui entro il 2050 il 75% della popolazione mondiale sarebbe dovuta migrare nei grandi agglomerati urbani. Ma ora non è più così. Proprio grazie a nuove modalità come, tra l'altro, lo smart working (5), infatti, molti si trasferiranno in comuni più piccoli o in campagna, recandosi in azienda solo quando richiesto. Una scelta anche sostenibile.

"Continuerà la densità ma passerà in rete". E' innegabile e non si torna indietro.

 

 

 

 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Finalmente ci siamo! L'agognata libertà (ma sempre con il rispetto delle dovute regole di distanziamento sociale) è arrivata! (1 - 2 - 3)Un periodo buio, inaspettato, sofferto e sopratutto di grandi cambiamenti per cui molte porte si apriranno e altre si chiuderanno per sempre. Ci guardiamo indietro e ci sembra di aver attraversato un sogno con i contorni quasi di un incubo dove alcuni di noi, da ora in poi, rimetteranno in discussione la propria vita e se stessi.Ecco... ora è lecito chiedersi cosa ci rimane del lungo...