18set 2019
Adottare un cane abbandonato?
Laura Clementoni di "Alfa love for animals" ci racconta perché è meglio

"Il numero di animali nei canili è talmente alto che, qualora tutte le famiglie italiane decidessero di adottare un animale, ne rimarrebbero ancora troppi nei canili" (1) - così ci parla nella lunga intervista Laura Clementoni, Responsabile rapporti istituzionali (2) di "Alfa love for animals", associazione di volontariato e Onlus, svelando uno scenario drammatico, quello del fenomeno degli abbandoni degli animali domestici purtroppo in costante crescita. E l'estate appena conclusa non smentisce, confermando un nuovo record di cani e gatti "mollati" per strada, nelle campagne etc nonostante si moltiplichino le iniziative di sensibilizzazione contro ciò che è un reato. E poi ci sono loro, i volontari (3), persone normali, dotate di un cuore grande che, quotidianamente, dedicano parte del proprio tempo in canile a recuperare cani maltrattati, problematici o semplicemente "lasciati alla deriva" affinché possano trovare una nuova famiglia. 30 attivisti e 100 volontari fanno parte della grande famiglia di ALFA, un team molto ben coordinato e regolamentato, dove ognuno ha un proprio compito volto a un unico bene comune, salvare centinaia di creature a 4 zampe.  

 

Associazione Alfa love for animals, da quando ci siete e quali sono i vostri obiettivi...

ALFA è nata nel 2012 da un gruppo di persone che da anni era già attivo nel mondo animalista e che lavorava per grandi associazioni. Abbiamo deciso di fondarla perché oltre a conoscere le cause del randagismo italiano, avevamo chiari progetti e modalità per contrastarlo con azioni concrete e un approccio completo e professionale. Il team di Alfa è formato da oltre 40 attivisti e 100 volontari (4 - 5) e vi partecipano molte persone qualificate (che seguono appositi corsi di formazione) e specialisti del settore, come medici veterinari, educatori cinofili, avvocati e consulenti tecnico-giuridico. Tutte accomunate dagli stessi valori e quotidianamente “impegnate” al fianco di cani e gatti (6), attivando campagne ed eventi di prevenzione per evitare che nuovi animali debbano vivere l’esperienza dell'abbandono. Di più... prendendosi anche cura di quegli animali che purtroppo vivono già reclusi (7), dando loro amore, sostegno e terapie in caso di patologie.

  

Mi racconti la giornata "tipo" di un volontario...

I volontari che “lavorano” per ALFA sono divisi in settori, così che ciascuno possa acquisire la massima conoscenza ed esperienza del proprio lavoro. Non esiste, quindi, una giornata tipo uguale per tutti. In linea generale comunque le attività che seguiamo sono:

la conoscenza di nuovi adottanti (colloquio telefonico, questionario, pre affido, organizzazione della consegna dell’animale ecc), censimento dei nuovi cani appena entrati in canile, sgambamento e coccole per i cani già presenti, gestione degli animali ricoverati in clinica, coordinazione degli appuntamenti per le visite veterinarie e toilette, pubblicazione degli appelli per trovare nuovi adottanti, riunione con i Comuni per consulenze tecnico-giuridiche etc. Pur svolgendo attività diverse, tutti i volontari desiderano portare a termine le attività. Fare il volontario è un’esperienza bellissima che ti dona gioie infinite ogni giorno, ma è anche un impegno importante perché devi farlo coesistere con lavoro, famiglia, casa ecc. Un sacrificio per salvare centinaia di vite.

 

L'estate si è appena conclusa, vi lasciate alle spalle un "bollettino di guerra"? Gli abbandoni sono aumentati o riscontrate un lieve miglioramento?

Purtroppo non possiamo dire di assistere a un miglioramento. Ogni estate è un bollettino di guerra, con centinaia di cuccioli che in pochi mesi entrano nei canili (8) in cui operiamo e non sempre vengono adottati, aggiungendosi alle altre migliaia di animali già presenti. Va detto poi che per i cuccioli urge trovare famiglia in tempi rapidi perché diventando presto adulti, diminuisce la possibilità di uscire dal canile. Certamente in estate si triplicano sia i ritmi di lavoro sia le spese (ogni cucciolata abbandonata senza mamma, se gestita seriamente e con professionalità, costa mediamente € 6.000,00).

 

Ogni anno mediamente quanti cani riuscite a far adottare e quanti ne salvate?

Ogni anno ci prendiamo cura e seguiamo circa 400 animali, sistemando circa 250-300 tra cani e gatti.

  

Oltre ai cani "ritrovati" in strada o nelle campagna, quali sono le ragioni più assurde di chi vi porta il proprio pet per "disfarsene" per sempre?

Noi non prendiamo in carico animali di privati, seguiamo solo quelli di proprietà comunale, ricoverati presso i canili convenzionati. Purtroppo sono svariate le motivazioni per cui i cittadini si disfano del proprio pet. Alcune persone devono affrontare cambiamenti di vita importanti e sono obbligati a lasciare i loro amici a 4 zampe. Altri se ne disfano semplicemente perché non hanno più voglia di prendersene cura. A prescindere dalle motivazioni, a volte anche comprensibili, il problema è proprio alla base. Un animale è come un figlio, non è un giocattolo e neppure un capriccio e quando si decide di accoglierlo nella propria vita si deve considerare che starà con noi per 15 - 17 anni. Detto questo, qualsiasi scelta (cambio di abitazione, trasferimenti, amicizie e partner) non può prescindere dal nostro animale che dipende in tutto e per tutto da noi. Abbandonarlo equivale a condannarlo a un futuro terribile, nel quale probabilmente morirà di fame, sete, incidenti stradali oppure terminerà la propria esistenza in una gabbia di cemento di pochi metri. A  tal proposito va anche precisato che non è vero che gli animali abbandonati trovano nuove famiglie, questa è un realtà che appartiene solo ad una piccola percentuale dei superstiti. Lo stesso Ministero ha fatto presente che il numero di animali nei canili è talmente alto che, qualora tutte le famiglie italiane decidessero di adottare un animale, ne rimarrebbero ancora troppi nei canili.

 

Un animale magari che ha sofferto o subito abusi può non essere facile da gestire, cosa consigliate a chi decide per la prima volta di adottare da canile e non acquistarlo?

Consigliamo di farsi affiancare da educatori cinofili esperti, soprattutto se si tratta di animali con un vissuto traumatico. In linea generale è comunque un percorso che suggeriamo a tutti. All’estero, ad esempio, è prassi comune che quando si prende un cane ci si rivolga ad una scuola cinofila, perché un animale docile è di più facile gestione e la vita insieme a lui risulta sicuramente più semplice. Per fortuna i cani sono animali che spesso dimenticano il male subito e tornano a fidarsi delle persone. Sono centinaia i cani che affidiamo ogni anno e che, nonostante le brutte esperienze che hanno caratterizzato le loro vite, riescono ad integrarsi correttamente nella famiglia.

 

Come Associazione, quale è il vostro contributo alla famiglia adottante in termini di supporto nel primo periodo di adozione?

Ai nostri adottanti offriamo costantemente la nostra esperienza per affiancarli in qualsiasi momento, sia nella gestione del cane, sia nell’individuazione delle figure a cui rivolgersi (educatori cinofili, veterinari specialisti etc).  Non è nostra intenzione “piazzare” gli animali, ma di effettuare adozioni responsabili e consapevoli. Cerchiamo, per ogni adozione, di dare tutte le informazioni in nostro possesso agli adottanti affinché possano decidere di proseguire o meno con l’adozione (problemi di salute, caratteristiche comportamentali etc.). Viene, inoltre, fornito il recapito del nostro educatore cinofilo di fiducia, il quale offre, senza alcun costo, qualsiasi consulenza. A volte abbiamo, anche, pagato trasferte all’educatore per affiancare gli adottanti residenti in altre regioni (la nostra sede è a Roma) e, comunque ci adoperiamo sempre per individuare delle figure professionali valide che siano vicine all’adottante.

 

Nel "mare magnum" di internet, ci possono essere canili "dubbi"? Come tutelarsi?

Questa è una bella domanda. Come in ogni ambiente, c’è chi lavora meglio e chi peggio. Sicuramente, qualora si decida di adottare un cane proveniente da un canile, è buona norma rivolgersi ad un’associazione che faccia da intermediaria tra quella struttura e l’adottante, anche perché il canile stesso, non avendo alcun interesse a far uscire un animale per il quale percepisce una diaria dai Comuni, potrebbe dare informazioni non esaustive sull’animale stesso. Ovviamente è opportuno scegliere associazioni che operino nella massima trasparenza, diffidando di coloro che propongono un animale non microchippato, non vaccinato e non sterilizzato (salvo nei cuccioli) o senza i dovuti controlli (colloquio, conoscenza pre affido ecc). Piccoli accorgimenti utili per valutare la serietà dell'associazione.

 

E infine... perché adottare è meglio che acquistare? 

Adottare è meglio che comprare perché si salva una vita. Nei canili ci sono migliaia di cuccioli, taglie piccole, cani anziani che aspettano solo noi per poter ricominciare a vivere.

L’amore non si compra.

 

9 - Zoe "pastorina" tedesca da un mese la nostra nuova pet journalist di Redazione arrivata grazie all'Associazione Alfa.

 

#associazioneloveforanimals

 

Maggiori info:

 

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Pioggia, nebbia, freddo, neve. L'inverno, finalmente (1). Almeno dal punto di vista meteorologico perché mentre vi scrivo in realtà siamo ancora nella fase di passaggio autunnale. L'inverno, ufficialmente inizia il 21 dicembre. Ma il tepore casalingo, il clima uggioso e umido, le giornate più corte e sopratutto il Natale che incalza inesorabilmente mi fa venir voglia di cotture lente come il brasato o un sugo che crogioli a lungo. E ancora polenta (2), risotto magari con zucca e castagne (3), zuppe corroboranti (4). E le verdure? In Lombardia andiamo pazzi per la verza (5). In Toscana, dov...